E' tempo di vivere

Buona vita a tutti!

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“LA CITTÀ IN UNA STANZA”: LA MOSTRA “TORINO QUADRATA” DEL GRUPPO ARCHEOLOGICO TORINESE

Non è certo stagione per le nostre “Soste Turistiche”: soffermarsi negli gli angoli più suggestivi ed evocativi della città in dicembre non è il caso, prima di tutto perché siamo tutti presi dalle compere natalizie e i momenti per tirare il fiato sono generalmente rimandati a quando, finalmente, le feste saranno passate e potremo tornare al lavorare tranquilli; e poi, col freddo che fa, anche l’appassionato più stoico deve riparare al chiuso, col naso e le gote arrossati e le estremità bluastre e rigide.
Le festività natalizie sono, però, tempo di visite di parenti, anche “da fuori”: se tra un cenone e una tombola vogliamo mostrare loro qualcosa della nostra città, senza incorrere nell’assideramento, come fare?
Un’iniziativa del Gruppo Archeologico Torinese ci viene in aiuto: i Volontari di questa Associazione Culturale, con il contributo e il supporto dell’Hotel NH Santo Stefano, hanno allestito una mostra sulla Torino romana e medievale nella torre della hall dell’albergo, in via Porta Palatina, 19.
Se il tema non è, apparentemente, nuovo – il GAT ha già proposto esposizioni sullo stesso argomento – questa mostra si distingue per la completa rivisitazione dell’allestimento e per il puntuale aggiornamento dei dati, messi al pari con le ultime scoperte archeologiche avvenute in ambito urbano. La città, infatti, è crivellata di cantieri e se questo è indubitabilmente un disagio per chi cerca di attraversarla in fretta o brancola per individuare un parcheggio, non va dimenticato che è una manna per l’archeologo urbano e per la conoscenza della storia della Torino più antica.

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La scalata della storia.
Il nuovo allestimento della mostra è particolarmente suggestivo: la hall dell’Hotel NH Santo Stefano è strutturata a torre e si sviluppa in altezza senza piani intermedi. Una comoda scala risale dal piano terra fino al quarto piano, mentre il belvedere del quinto è raggiungibile in ascensore. Il visitatore intraprende un cammino di visita che dai primi pannelli introduttivi si snoda attraverso ben quarantatre “stazioni” che offrono l’occasione di approfondire altrettanti dettagli significativi della storia della nostra città. Si va quindi da monumenti “macroscopici”, come le Porte Palatine, il Teatro Romano, il Mosaico dell’antica chiesa di San Salvatore (oggi visibile accanto al Duomo) e Palazzo Madama, a dettagli più piccoli e sfuggenti, ma non meno importanti per ricostruire la storia e la forma urbana della Torino del passato, come il dotto fognario nel parcheggio sotterraneo di via Roma o il fregio romano inglobato nel campanile della Consolata o ancora l’affresco tardo medievale della Chiesa di San Francesco.

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Sguardi d’insieme e approfondimenti.
Non fatevi spaventare dal grande numero di pannelli: i testi sono sintetici e chiari e la visita, anche accurata, non richiede tempi ed energie troppo onerosi.
L’allestimento alterna, poi, pannelli più generali sui monumenti a schede specifiche su singoli dettagli importanti che meritano un approfondimento, consentendo al visitatore la comprensione del contesto in cui i particolari s’inseriscono.
Pregevole, e molto raro in esposizioni di questo genere, è il richiamo a testimonianze che, per varie ragioni, oggi non sono più fruibili per il visitatore. Tra queste vi sono il pilastro di via Botero, oggi traslato per essere studiato dagli archeologi della Soprintendenza, gli scavi della strada romana in via XX settembre e le mai abbastanza compiante Casa Tavella e Casa del Vescovo: palazzi storici, abbattuti nella prima metà del Novecento nonostante le proteste degli studiosi dell’epoca.
Abbastanza rara anche in mostre più “blasonate” è la scelta, quanto mai opportuna visto il luogo dell’allestimento, di proporre i testi dei pannelli anche in lingua inglese: il fatto che anche le Associazioni di Volontariato dimostrino un occhio di riguardo nei confronti del turismo è una preziosa testimonianza di come la nostra città sia cambiata in quest’ambito. E dai commenti entusiasti che gli stranieri hanno lasciato sul registro delle presenze risulta chiaro come questa delicatezza sia gradita presso i sempre più numerosi turisti.

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Una vista inedita.
Una chicca assolutamente imperdibile della mostra è la possibilità di accedere al quinto piano della torre dell’hotel. Da qui è possibile avere una vista inedita sull’area del Duomo e del Parco Archeologico delle Porte Palatine. Inoltre, si può ammirare compiutamente il restauro avvenuto già da qualche anno della Casa del Pingone, dall’altro lato della strada. In particolare si noti il recupero della parte sommitale della torre medievale. Si tratta dell’unica casa-torre sopravvissuta in città, preziosa testimonianza di un tempo in cui il potere delle famiglie era simboleggiato dalle torri che svettavano sulle loro residenze.

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Portarsi la mostra a casa.
Ovviamente, per esigenze di sintesi, i pannelli non sono esaustivi e i tagli lasciano alla curiosità del visitatore l’onere di molti approfondimenti. Lo scopo della mostra non è quello di delineare in modo completo l’evoluzione della città dalle sue origini al XVII secolo, quanto quello d’invogliare gli appassionati a “scoprire di più” e a vivere e guardare Torino con occhi nuovi e più consapevoli. Se è l’esaustività ciò che si cerca, ci si può sempre rivolgere all’ultima ristampa della Guida Archeologica della città di Torino, sempre curata ed edita dal GAT. Questa opera è suddivisa in due volumi, uno strettamente incentrato sui monumenti e facilmente consultabile durante una visita alla città (propone, infatti, un itinerario che tocca tutti i punti d’interesse della città romana e medievale), e l’altro che contiene approfondimenti storici sulle fasi della vita del capoluogo. Si tratta di una guida molto rigorosa che fino a oggi svetta tra le pubblicazioni di questo genere su Torino.
Il cofanetto può essere richiesto direttamente presso la sede del GAT.

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Investimenti privati e Cultura.
Di questi tempi è in controtendenza, ma da salutarsi con grande soddisfazione, l’intervento di capitali privati nelle politiche di valorizzazione del territorio. Quest’iniziativa denota la grande sensibilità, ma anche l’estrema accortezza della Direzione dell’hotel NH Santo Stefano, che, contribuendo alla realizzazione della mostra e offrendo i propri spazi al suo allestimento non ha soltanto supportato un progetto che arricchisce la conoscenza e la divulgazione della storia di Torino, ma si è anche procurato un servizio e un'attrattiva in più per i propri clienti. Se un maggior numero di privati comprendesse i vantaggi di una simile politica, il Patrimonio Culturale italiano si troverebbe in una situazione ben più rosea!
Luca Mario Nejrotti

Tutte le immagini sono state ricavate dal sito del Gruppo Archeologico Torinese.

Informazioni e contatti.
La mostra, inaugurata il 2 ottobre, è stata prorogata per tutto il mese di dicembre ed è liberamente visitabile negli orari di apertura dell’hotel.
Per informazioni e contatti, e per ottenere la Guida Archeologica occorre invece contattare il
Gruppo Archeologico Torinese.
INFORMAZIONI:
segreteria@archeogat.it
Tel. 011.4366333 (il venerdì dalle 18 alle 21).