ULTIMI 20 ARTICOLI


I RAGAZZI E IL SESSO: UN RAPPORTO PREOCCUPANTE DELLA “SIGO”
Vai alla notizia

VACCINAZIONI: ABBASSARE LA GUARDIA COMPORTA RISCHI CERTI
Vai alla notizia

CARENZA DI IODIO: COLPITI OGNI ANNO MILIONI DI BAMBINI NEL MONDO
Vai alla notizia

TRENTAMILA LE DONNE AFFETTE DA HIV IN ITALIA
Vai alla notizia

PARTO CESAREO: PIÙ RISCHI O BENEFICI?
Vai alla notizia

IL REATO DI CLANDESTINITÀ FARÀ AUMENTARE I BAMBINI NON VACCINATI
Vai alla notizia

UNA “CANNA” CORRISPONDE A VENTI SIGARETTE SENZA FILTRO
Vai alla notizia

GLI EFFETTI INATTESI DELLE CAMPAGNE DI COMUNICAZIONE PER LA SALUTE
Vai alla notizia

CONOSCERE IL PROPIO PROFILO DI RISCHIO CORONARICO MIGLIORA L’EFFICACIA DELLA TERAPIA DISLIPIDEMICA.
Vai alla notizia

L’ALCOL E GLI ITALIANI
Vai alla notizia

SARÀ VIETATA ANCHE IN ITALIA LA VENDITA DEL TABACCO AI MINORI
Vai alla notizia

VACCINAZIONE ANTI HPV: PARTE LA CAMPAGNA, RIMANGONO I DUBBI
Vai alla notizia

CUORE ED ERRORI MEDICI: DATI IN “LIBERA USCITA” E VECCHIE POLEMICHE
Vai alla notizia

MENO INFORMAZIONE PIÙ DEPRESSIONE POST PARTUM?
Vai alla notizia

INQUINAMENTO AMBIENTALE E DIABETE: UNA RELAZIONE TRASCURATA
Vai alla notizia

PROIBIRE IL FUMO FA GIOIRE LE CORONARIE
Vai alla notizia

MORBILLO: LE ULTIME NOVITA’
Vai alla notizia

INFEZIONI OSPEDALIERE: IL DIECI PER CENTO SONO URINARIE
Vai alla notizia

MOZZARELLE ALLA DIOSSINA: CONTROLLI ANCHE SE NON C’È EMERGENZA
Vai alla notizia

COLAZIONE INDISPENSABILE PER GLI ADOLESCENTI
Vai alla notizia

 

 


Articolo in lingua italiana
ACCURATEZZA DELL’ESAME OBIETTIVO NELLA SINDROME DA CONFLITTO SUBACROMIALE DELLA SPALLA
21/09/2008
Di: Guido Giustetto

INTRODUZIONE

Il dolore alla spalla è uno dei più comuni disturbi per i pazienti di tutte le età.
La sindrome da conflitto subacromiale (SIS- subacromial sindrome impingement) è la più comune patologia della spalla e comprende diversi tipi di danno dello spazio subacromiale come, ad esempio, la lacerazione parziale della spessore della cuffia dei rotatori, la tendinite della cuffia, la tendinite con depositi di calcio e la borsite subacromiale.
È abbastanza certo che queste patologie insorgono per il ripetitivo od eccessivo contatto dei tendini della cuffia con le altre strutture anatomiche della spalla e questo, di solito, può portare ad una perdita funzionale e ad una disabilità.
La valutazione del paziente con dolore alla spalla è di solito complicata dall’estrema varietà di possibili eziologie e dalla difficoltà di riuscire a palpare molte delle strutture che causano il dolore.
L’esame obiettivo (EO) nella sindrome da conflitto dei rotatori rimane importante per la valutazione clinica del paziente che si presenta con dolore o debolezza muscolare alla spalla.
È di estrema utilità conoscere la funzione delle diverse manovre che si possono effettuare nel sospetto di SIS e delle altre patologie della spalla per tutti coloro che hanno a che fare con pazienti con sintomi da conflitto della cuffia dei rotatori; d’altra parte la RMN è considerata un eccellente e non invasivo strumento per fare diagnosi di patologie della spalla, essendo un esame ad alta sensibilità.
Nonostante la RMN sia frequentemente usata ai nostri giorni per la diagnosi dei disturbi muscolo-scheletrici della spalla, raramente è stata confrontata con le manovre dell’esame obiettivo che si possono effettuare in caso di dolore alla spalla.
In questo studio si è cercato di valutare quale manovra fosse lo strumento migliore per fare diagnosi di SIS, diagnosi poi confermata dalla RMN.

PAZIENTI E METODI

SELEZIONE DEI PAZIENTI E DISEGNO DELLO STUDIO

Sono stati inclusi nello studio pazienti maggiorenni (> o = a 18 anni), ambulatoriali, con un dolore di nuova insorgenza alla spalla inviati dal medico di medicina generale o dal pronto soccorso allo specialista reumatologo tra gennaio e giugno 2006.
I pazienti con una storia di traumi od interventi alla spalla, malattia reumatologica, dolori cervicali o altri problemi muscolo-scheletrici agli arti superiori sono stati esclusi.
Sono state registrate le caratteristiche demografiche, in particolare il sesso e l’età e la data di insorgenza dei sintomi alla spalla.
L’esame obiettivo, eseguito in modo dettagliato, con mobilizzazioni sia attive che passive, ha ricompreso l’esecuzione di ben sette manovre specifiche per la diagnosi di SIS ed è stato effettuato dallo stesso specialista reumatologo.
Entro tre giorni dall’esecuzione dell’esame obiettivo, è stata effettuata una RMN della spalla dolente e questa è stata valutata da uno specialista radiologo con esperienza dell’apparato scheletrico, ignaro dell’anamnesi e del risultato dell’esame obiettivo.

ESAME OBIETTIVO (PE)

Per prima cosa è stata valutata la mobilità attiva e passiva.
Per valutare l’abduzione attiva, è stato chiesto al paziente di portare il braccio in alto, il più in alto possibile, e di riferire la presenza o meno del dolore.
Per valutare l’abduzione passiva, l’esaminatore ha portato il braccio del paziente il più in alto possibile ed ha quindi valutato a che livello si otteneva il più alto grado di abduzione, se questo movimento provocava dolore e se l’abduzione passiva e quella attiva erano nei range o no.
La presenza di dolore durante l’abduzione passiva è stata considerata un test positivo.
In aggiunta a questo sono state effettuate altre sette manovre: tutte con il paziente in piedi e con un ordine prestabilito.
Per primo è stato eseguito il test di Neer (che esamina in particolare la funzione del tendine sovraspinato).












In questa manovra l’esaminatore sta dietro al paziente: la rotazione della scapola è impedita da una mano mentre l’altra solleva il braccio del soggetto in avanti riducendo lo spazio tra la grande tuberosità e il bordo anteroinferiore dell’acromion, fermandosi quando il paziente lamenta dolore o quando la completa flessione è raggiunta. Il test è positivo se il paziente riferisce dolore prima che la completa flessione del braccio sia stata raggiunta.











Nel test di Hawkins, l’esaminatore si mette davanti al paziente: solleva il braccio del soggetto fino a 90°, con il gomito flesso a 90°, ed imprime con delicatezza una rotazione interna abbassando l’avambraccio. Se compare dolore, il test è positivo.











Nella manovra di Yocum il braccio è forzato in adduzione ed il gomito è flesso fino a quando la mano non raggiunge la spalla controlaterale. A questo punto il paziente deve sollevare il gomito senza muovere la spalla: il test è considerato positivo se il paziente lamenta dolore durante la manovra.

 












La quarta manovra è il test di Yobe: il paziente mette entrambe le braccia a 90° in abduzione sul piano scapolare, con un angolo di 30° anteriormente e con una rotazione interna ottenuta mettendo i pollici rivolti verso il pavimento. A questo punto l’esaminatore spinge le braccia in basso mentre il paziente cerca di mantenere la posizione. Il test è positivo se il paziente non riesce a fare ciò e il braccio si abbassa per il dolore (lesione del tendine sovraspinato).











Nella quinta manovra, la manovra di Patte, il paziente porta il braccio sul piano scapolare con il gomito flesso a 90° e gli si domanda di spingere la mano indietro. Questo permette all’esaminatore di valutare la forza e il dolore durante la rotazione esterna.












Nel test di Gerber il “lift-off test”, al paziente viene chiesto di mettere la mano contro la schiena con il gomito flesso a 90°. L’esaminatore mette la mano del paziente a 5-10 cm dalla schiena mentre mantiene la flessione di 90°del gomito. Al paziente si chiede di mantenere la posizione senza l’aiuto dell’esaminatore. Il test è considerato positivo se il paziente non riesce a tenere la mano staccata dalla schiena senza provare dolore (lesione del tendine sottoscapolare).

Infine al paziente si chiede di compiere un’abduzione del braccio contro resistenza. Il paziente mette il gomito all’esterno più che può; l’esaminatore afferra il gomito così forte da non permettere il movimento della spalla. Il test è considerato positivo quando il paziente sente dolore; il test è usato anche per valutare la forza.

VALUTAZIONE DELLA RMN

A tutti i pazienti, ad eccezione di uno che soffriva di claustrofobia, è stata effettuata una RMN della spalla dolente entro tre giorni dall’esecuzione dell’esame obiettivo. Sono state ottenute sezioni coronali, oblique, sagittali ed assiali. Il tempo totale dell’esame non ha mai superato i 20 minuti.
Lo stadio della SIS è stato valutato da un radiologo esperto in accordo con i criteri di Zlatkin per la diagnosi di SIS.

ANALISI STATISTICHE

Dal punto di vista statistico, sono state calcolate la sensibilità, la specificità, il valore predittivo positivo, il valore predittivo negativo, l’accuratezza e la LR+ (sensibilità/1-specificità) per ciascuna manovra effettuata per diagnosticare la SIS e la SSB (borsite subacromiale o subdeltoidea), utilizzando delle tabelle 2X2.

RISULTATI

Dei 30 pazienti arruolati, 14 erano maschi (46.66%) e 16 femmine (53.33%), con un’età media di 54.87+-13.8 ( range: 24-82) e con una durata media dei sintomi di 97.5 giorni (range: 9-738).
I risultati del PE sono stati confrontati con i risultati della RMN. Nessuna manovra da sola è risultata positiva in tutti i casi. Mentre l’abduzione passiva della spalla è stata positiva nel 80% dei casi, il test di Jobe e quello di Yocum sono stati negativi in più di un quarto dei pazienti. Il segno di Neer e il test di Hawkins, due manovre designate per diagnosticare la SIS, sono stati negativi nel 30% dei pazienti. Tutti i test sono risultati positivi in più della metà dei pazienti.

A 29 pazienti è stata effettuata una RMN: 19 (65.5%) hanno mostrato alla RMN segni di SIS e 15 (51.7%) segni di SSB.

Nella SIS la sensibilità è stata ragionevolmente buona per tutte le manovre (58%), ma la specificità è stata molto bassa, con valori compresi tra 10% e 60%. La manovra di Yocum è stata la più sensibile, seguita da quella di Hawkins e Yobe. La manovra di Patte ha avuto il miglior valore predittivo positivo (PPV) e la manovra di Yocum è risultata essere la più accurata (65.5%).
Per quello che riguarda la SSB la sensibilità per tutte le manovre è stata circa del 73%: anche in questo caso la specificità è stata molto bassa. Il test di Gerber ha ottenuto il miglior valore predittivo positivo (PPV) e la miglior accuratezza.

DISCUSSIONE

Le patologie della spalla sono molto comuni, spesso si presentano con sintomi simili e questo spiega la difficoltà e la complessità di una diagnosi eziologica. A questo si aggiungono i risultati eccellenti che si possono ottenere con la RMN, risultati che hanno portato ad un aumentato numero di richieste per questo esame negli anni passati.
In questo studio si è voluto esaminare l’accuratezza di un grande numero di manovre che si possono effettuare durante l’esame obiettivo come strumento diagnostico per la SIS: i risultati hanno dimostrato che i test eseguiti sulla spalla hanno un’accettabile accuratezza nell’identificare la lesione in una spalla dolente, ma non sono così accurati come la RMN nel definire la lesione.
I test per la diagnosi di SIS e SSB sono risultati essere più sensibili che specifici: questo perché, probabilmente, le manovre possono risultare positive anche in presenza di altre patologie della spalla.
Nel nostro studio, la manovra che si è dimostrata più utile per la diagnosi di SIS è stata quella di Yocum, ottenendo la miglior sensibilità e la miglior accuratezza.. Nonostante ciò anche il test di Hawkins, quello di Yobe e l’abduzione passiva sono risultati essere ottimi strumenti.
Per quello che riguarda la SSB, il test di Gerber è risultato il più attendibile. Come prevedibile, la combinazione di più manovre tra di loro aumentava il PPV in modo significativo, anche se diminuiva la sensibilità.

La valutazione clinica di un paziente con dolore alla spalla è una sfida diagnostica per un medico, dal momento che un gran numero di patologie si possono presentare con il medesimo esame obiettivo; inoltre la SIS può avere diverse eziologie e, soprattutto nelle persone più anziane, differenti problematiche alla spalla possono coesistere.
Un test negativo non esclude del tutto la sindrome da conflitto dei rotatori o il conflitto subacromiale, ma possiamo affermare che se il test è positivo molto probabilmente siamo di fronte ad una patologia della spalla, sebbene l’eziologia possa essere molto ampia.
In questo studio il test di Yocum ha dimostrato la miglior sensibilità per fare diagnosi di SIS, e il test di Gerber la miglior sensibilità per far diagnosi di SSB.
Il test di Gerber e quello di Patte hanno rappresentato la miglior combinazione di due manovre diagnostiche.
L’utilizzo di diagnostica per immagini, come gli US o la RMN, deve essere raccomandata per meglio definire le lesioni della spalla.

Silva L, et al. Accuracy of physical examination in subacromial impingement syndrome. Rheumatology (Oxford). 2008 May;47(5):679-83. Epub 2008 Mar 27.


******************************************************************************************
Articolo in lingua Francese

Par:

******************************************************************************************
Articolo in lingua Inglese

By:




Articolo in lingua italiana
TABAGISMO: È DAVVERO ORA DI SMETTERE
15/09/2008
Di: Nicola Ferraro

Tra le centinaia di sostanze tossiche e cancerogene contenute nel fumo di tabacco bisogna aggiungerne con sicurezza un’altra: il Polonio, più precisamente l’isotopo radioattivo 210Po. L’inquietante presenza era nota, in dettaglio, da 40 anni alle multinazionali delle “bionde” ma è stata tenuta segreta per motivi di mercato. In forma molto meno precisa rispetto alle conoscenze raccolte attraverso la ricerca industriale, quell’inquietante presenza nel fumo di tabacco, a dire il vero, non era del tutto ignota nemmeno in alcuni ambiti della ricerca scientifica bio-medica. Questo fatto, in ogni caso, non sposta di un millimetro la gravità dei risvolti di una scoperta messa a segno
da alcuni ricercatori della Mayo Clinic che hanno immediatamente scritto un articolo, pubblicato dall’American Journal of Pubblic Health. Gli scienziati al soldo delle multinazionali del tabacco nel chiuso dei loro laboratori, si afferma nell’articolo, avevano tentato di eliminare il pericoloso ospite tentando la via del filtro ultratecnologico e poi dell’ingegneria genetica applicata nella coltivazione della pianta dalle cui foglie si ricavano sigari e sigarette, ma inutilmente; di fronte a questi insuccessi i responsabili delle compagnie decisero di continuare l’attività come se niente fosse nascondendo al mondo la verità per non “svegliare il gigante che dorme”.
Di seguito un link di approfondimento sui temi sviluppati nell’articolo dei ricercatori della Mayo Clinic : clicca qui e una scheda sulle caratteristiche del 210Po scaricata da Wikipedia: clicca qui.
Ma anche senza Polonio l’abitudine del fumo rimarrebbe ugualmente uno dei fattori di rischio più gravi per la salute ed una delle più importanti cause di morte; di questo, anche se con una velocità ancora drammaticamente inferiore al dilagare degli effetti mortali del tabagismo, si rende conto una fetta sempre più importante della popolazione, ma soltanto in Occidente: le strategie di marketing dell’industria hanno infatti spostato il loro baricentro nella parte del Pianeta sottosviluppata economicamente.
In questa crescita di coscienza salutistica registrabile alle nostre latitudini un ruolo di primo piano può essere svolto dai medici di famiglia: in Italia, ad esempio, la campagna regionale “Piemonte libero dal fumo” (vedi il numero di settembre 2008 di “Torino Medica”) vede proprio in prima linea questa categoria di professionisti sanitari.
Ai rapporti tra lotta al tabagismo e medicina di famiglia dedica un editoriale ed un documento la prestigiosa rivista “Dialogo sui farmaci” che è una delle fonti insostituibili di questo Portale.
Di seguito il testo dell’editoriale ed il documento in PDF citato.
Ricordiamo che “DIALOGO SUI FARMACI (www.dialogosuifarmaci.it) è una rivista di proprietà dell´Azienda Ulss 20 di Verona e dell´Azienda Ospedaliera di Verona. Distribuita in abbonamento dal 1998 è rivolta a medici di famiglia, pediatri, farmacisti e operatori sanitari per rispondere al bisogno di documentazione clinico-terapeutica indipendente, attendibile e facilmente trasferibile nella pratica quotidiana. Non riceve contributi dall´industria farmaceutica e non accoglie pubblicità. Aderisce alla Società Internazionale dei Bollettini Indipendenti (ISDB) www.isdbweb.org”.

COMUNICATO STAMPA 4 Settembre 2008
Nel numero 4 di Sett. Ott. 2008 di Dialogo sui farmaci:
"La disassuefazione dal fumo", dossier sulla lotta al tabagismo

DOTTORE, VOGLIO SMETTERE
La lotta al fumo comincia dal medico di famiglia. Che informa sui danni, valuta lo stato di salute, il grado di dipendenza, le motivazioni. E sa consigliare al momento giusto un percorso terapeutico, mirato. Cautela con i farmaci: sono utili ma possono provocare effetti collaterali anche gravi e il loro profilo è ancora da valutare. Ecco in sintesi i contenuti del Dossier "La disassuefazione dal fumo" pubblicato sul n. 4/08 di Dialogo sui farmaci (www.dialogosuifarmaci.it) ricco di informazioni, bibliografia e tabelle utili.
04-09-08. Chiedere ai pazienti se fumano. Informare sui rischi e raccomandare di smettere mettendo in risalto i benefici. Definire le condizioni sociali e di salute del fumatore. Stabilire e attuare un percorso terapeutico mirato e condiviso. E intervenire nelle ricadute. Sono i cinque passi della lotta al tabagismo supportati da prove di efficacia e riconosciuti validi dalla comunità scientifica. Noti a livello internazionale come le 5 A (Ask, Advice, Assess, Assist, Arrange) le tappe partono dal medico di famiglia. Che sa farsi carico di tutte le fasi, se ha le competenze giuste.
«Data la stretta relazione che lo lega ai suoi pazienti e alla possibilità che gli è peculiare di seguirli con costanza nel tempo» il medico di famiglia è centrale per la lotta al tabagismo, soprattutto nelle strategie non farmacologiche. Come non altri, il medico può infatti «aiutare il fumatore a individuare obiettivi specifici, raggiungibili e graduati nel tempo e stimolarlo a decidere il momento dell´abbandono del fumo».
Le terapie valide per smettere di fumare sono tre. Il primo passo è il counselling. Che consiste in azioni di orientamento e sostegno individuale o di gruppo da parte di personale specializzato, con l´obiettivo di sviluppare e potenziare le risorse dei fumatori. È adatto in particolare a chi deve evitare i farmaci, come adolescenti, donne in gravidanza e anziani. Il medico famiglia che abbia acquisito competenze per praticare questa terapia può raggiungere risultati importanti con i suoi pazienti. Numerosi studi dimostrano infatti la sua validità e si stima che «3 minuti di counselling durante la visita ambulatoriale sarebbero efficaci per aumentare il tasso di astensione dal fumo». Se con il counselling non si ottengono risultati si può ricorrere all´intervento psicologico. Che «esamina gli aspetti psicologici e psicosociali che possono influire sulla decisione da parte del fumatore di smettere di fumare e valuta la disponibilità al cambiamento». È importante che l´intervento sia condotto da uno psicologo esperto in tabagismo e tossicodipendenze. Quindi, a meno che non abbia le competenze, il medico di famiglia non può farsi carico di questa terapia. Quando il livello di dipendenza dalla nicotina è medio alto (si valuta con il test di Fagerstrom, in tabella) e né il counselling né la terapia psicologica hanno dato risultati il medico di famiglia può aiutare il paziente che vuole smettere di fumare prescrivendogli i sostituti della nicotina, il bupropione o la vareniclina.
I sostituti della nicotina (NRT, Nicotine replacement therapy) non sono farmaci veri e propri. Disponibili in varie formulazioni (cerotti, gomme da masticare, pasticche anche sublinguali e spray) rilasciano nell´organismo nicotina, alleviando i sintomi di astinenza. Ma non sono innocui. Tra gli effetti collaterali ci sono «singhiozzo, disturbi gastrointestinali, problemi al cavo orale per le gomme; bruciore alla bocca, mal di gola, tosse, bocca secca e afte per le compresse sublinguali» e irritazione nella zona di applicazione dei cerotti. Riducono i sintomi dell´astinenza anche bupropione e vareniclina. Ma sono farmaci da prendere in casi di reale necessità per i loro effetti avversi. Bupropione, un antidepressivo che si è mostrato efficace nel trattamento dell´abitudine al fumo, provoca insonnia nel 30-40 per cento dei casi. E tra le reazioni gravi ci sono le convulsioni. Sono numerose le reazioni avverse della vareniclina segnalate dalle reti di farmacovigilanza internazionali, tra cui il suicidio e la depressione. «Una recente pubblicazione del Drug and Therapeutic Bullettin su vareniclina conclude che il profilo di sicurezza non è ancora ben definito ed è prematuro considerarla come prima linea terapeutica, atteggiamento supportato anche dalla redazione di Dialogo sui Farmaci».
Il trattamento con prodotti in vendita nelle farmacie più utilizzato in Italia si basa sui sostituti della nicotina in qualsiasi formulazione. Ma rispetto al 2006 le confezioni vendute sono diminuite del 21 per cento (solo i cerotti del 48%). Il consumo di bupropione è molto limitato. Mentre in 7 mesi di commercializzazione il consumo di vareniclina è simile a quello dei cerotti di nicotina.
Le ricadute. Tra tutte le droghe la nicotina è quella da cui è più difficile liberarsi. Le ricadute sono quindi molto frequenti e avvengono principalmente nei primi tre mesi. Ma non vale scoraggiarsi: «i fumatori che hanno già fatto un tentativo di smettere di fumare hanno il 30 per cento di possibilità in più di riuscire ad un secondo tentativo».
Per informazioni ulteriori contattare: ufficiostampa@dialogosuifarmaci.it >>

Allegato pdf


******************************************************************************************
Articolo in lingua Francese

Par:

******************************************************************************************
Articolo in lingua Inglese

By:


Articoli 203 e 204 di 332

Prima pagina Pagina precedente Pagina successiva Ultima pagina