TUTTO COME PRIMA DOPO GLI EVENTI SPORTIVI MONDIALI
20/07/2010
Di Nicola Ferraro

Non fidatevi delle promesse degli organizzatori di manifestazioni sportive planetarie! Le loro promesse di un incremento del benessere sociale e ed economico delle città che ospitano si fondano sul nulla: questo sentenzia una ricerca inglese pubblicata dal British Medical Journal. E le aspettative della gente, alimentate spesso con curatissime campagne stampa? Servono probabilmente a fare accettare ai cittadini spese, disagi e difficoltà.
Questa conclusione vale di sicuro per società “mature”: dove impera la cultura della programmazione e non quella dell’emergenza, dove si ignora cosa sia il provincialismo e si detesta l’esterofilia… Noi però sappiamo che se a Roma il traffico stradale non è paralizzato da decenni lo si deve alla “Via Olimpica” inaugurata per le Olimpiadi del 1960, che Barcellona è irriconoscibile (in positivo) dopo le realizzazioni della sua Olimpiade, come lo è Torino dal febbraio 2006 dopo aver ospitato un Olimpiade invernale di grande successo sportivo, culturale e mediatico.
Una cartina di tornasole per la ricerca inglese è il Campionato mondiale di calcio appena conclusosi in Sud Africa: migliorerà la situazione sociale nei sobborghi inquietanti di Città del Capo e Durban?
Di seguito l’articolo che parla di questo studio, pubblicato di recente dalla testata Galileo.
(nicola ferraro)
Olimpiadi al bilancio
Pubblicato il 24 Maggio 2010 08:43
Roma è la città italiana candidata a ospitare le Olimpiadi del 2020. Andando al di là della polemica italiana sulla scelta che ha visto esclusa Venezia, è proprio vero che un grande evento sportivo assicura alla popolazione locale dei vantaggi socio-economici? La risposta è che non ci sono prove sufficienti per affermarlo, secondo quanto scrive sul British Medical Journal un gruppo di ricerca coordinato da Gerry McCartney del Medical Research Council Social and Public Health Sciences Unit (Gb).
In previsione delle Olimpiadi e Paraolimpiadi che si terranno a Londra nel 2012 e dei Giochi del Commonwealth del 2014 di Glasgow, i ricercatori hanno passato in rassegna parte della letteratura scientifica dedicata all’analisi dell’impatto socio-economico e delle conseguenze sulla salute pubblica dei grandi eventi sportivi. Dopo aver revisionato 54 pubblicazioni sul tema collezionate tra il 1978 e il 2008, McCartney e la sua equipe hanno concluso che non esistono prove sufficienti per dire che le grandi manifestazioni sportive siano sinonimo di crescita economica per le comunità locali.
Il problema, secondo i ricercatori, è che gli studi in questione soffrono di carenze metodologiche e spesso non valutano in modo corretto il rapporto tra i costi e i benefici conseguenti a un grande evento, soprattutto nell’ambito della salute pubblica. Fatte queste considerazioni, non è lecito affermare che “eventi futuri come le Olimpiadi del 2012 o i Giochi del Commonwealth del 2014 porteranno automaticamente benefici alla popolazione locale inglese”. Se è vero, come scrive in un editoriale del BMJ il professor Mike Weed della Canterbury Christ Churchdel University, che per i giochi olimpici del 2012 sono stati spesi circa nove miliardi di sterline, è lecito chiedersi quanti di questi soldi torneranno nelle tasche dei londinesi sotto forma di nuovi posti di lavoro, investimenti, miglioramento nella qualità della vita. (m.s.)
Riferimento: BMJ 2010;340:c2369, doi: 10.1136/bmj.c2369
APRÈS LES ÉVÈNEMENTS SPORTIFS MONDIAUX, C’EST TOUT COMME AUPARAVANT

Ne confiez pas dans les promesses des organisateurs de manifestations sportives planétaires ! Leurs promesses d'un accroissement du bien-être social et économique des villes hôtes se fondent sur le rien : il a été établi par une recherche anglaise publiée par le « British Medical Journal ». Et les attentes des gens, alimentées souvent à travers des soignées campagnes de presse ? Ils servent probablement à faire accepter aux citoyens les dépenses, les malaises et les difficultés.
Cela vaut sûrement pour sociétés « avancées » : où il y a la culture de la programmation et non celle-là de l'émergence, où l’on ignore le provincialisme et l’on déteste la xénophilie…
Nous, cependant, savons que si à Rome le trafic routier n'est pas paralysé il y a décennies c’est grâce à la « rue Olympique » inaugurée pour les Jeux Olympiques du 1960, nous sommes conscients aussi que Barcelone est méconnaissable (positivement) après les réalisations de son Olympiade, comme Turin d’ailleurs, dès février 2006, après avoir accueillis des Jeux Olympiques d'Hiver avec un grand succès sportif, culturel et médiatique.
Un papier de tournesol pour la recherche anglaise sera le Championnat mondial de football qui vient de se conclure en Afrique du Sud : améliorera-t-il la situation sociale dans les faubourgs inquiétants de Le Cap et de Durban ?
Ci-joint l’article qui parle de cet étude, publié récemment par la revue « Galileo ».