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ANA e MIA: DUE NUOVE DIVINITA’ DEL WEB
19/07/2010
Di Rosa Revellino

Si chiamano Pro-Ana e Pro-Mia e sono siti Web che inneggiano all’anoressia e alla bulimia come a due divinità di un nuovo Olimpo del terrore.
Si tratta nello specifico di blog strutturati come delle vere e proprie sette in cui i membri partecipanti vengono motivati, educati e talvolta plagiati fino da entrare nel tunnel del disturbo alimentare trattato qui , ad arte, come una ragione d’orgoglio e un tratto di eccezionalità.
Lo spirito di setta è infatti molto attraente per gli adolescenti che si sentono in questo modo parte di un gruppo in cui allentare le proprie tensioni emotive a da cui trarre lusinghe e conferme per propria patologia.
Questo fenomeno dei siti pro-Ana e pro-Mia va assumendo una dimensione sempre più globale, come conferma uno studio condotto dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e pubblicato sull'American Journal of Public Health (clicca qui) : la ricerca ha analizzato le armi comunicative messe in campo da questi pericoloso siti. (clicca qui)
Dei 180 siti studiati infatti, oltre il 90% è ad accesso libero e circa l'80% sfrutta a pieno le potenzialità del Web fornendo strumenti interattivi, come software per il conteggio delle calorie o indici di massa corporea.
Per contrastare questo tipo di “ perversione mediatica” la neuropsichiatria dell’Ospedale Bambino Gesù di Milano ha sperimentato un nuovo sito mascherato, di nome “Timshell” in cui esperti del settore della comunicazione e psicologi tentano di fornire con abilità e scaltrezza informazioni corrette e di orientamento per i molti giovani che entrano nel sito per chattare.
Viene inoltre proposto sul sito un numero di assistenza telefonica per che deicide di cambiare la propria percezione del problema.
Di seguito l’articolo tratto dal Corriere della Sera del 28 giugno scorso.
È GUERRA INFORMATICA CONTRO I SITI PRO-ANORESSIA
MILANO - «Colazione: 10 mila caffè dopo la notte insonne e 126g di arance (una), 43 kcal. Pranzo: il nulla. Merenda: il nulla. Cena: il nulla. Totale di oggi: 43KCal». È un giorno come un altro nel diario alimentare che una diciannovenne «posta» quotidianamente sul suo blog, «un blog dichiaratamente pro-Ana — specifica la ragazza immediatamente sotto il titolo — se non condividete questo modo di vivere siete gentilmente pregati di abbandonare immediatamente il blog». «Ana» è l'anoressia, che nel linguaggio delle ragazze e del web ha assunto un nomignolo che richiama più una divinità che una malattia. E proprio da adepte di una setta si comportano le giovani aspiranti anoressiche. Giacché questo è lo scopo di questo blog e di mille altri che proliferano sul web: automotivarsi e motivare i membri di una comunità che va ingrossandosi a non cedere alla tentazione del cibo.
COME UNA SETTA RELIGIOSA - «Non puoi mangiare senza sentirti colpevole!» recita uno dei punti della Regola di Ana. Rigida al pari di quella di un ordine religioso. «Lo spirito di setta è molto attraente per un adolescente alla ricerca di un gruppo cui appartenere» spiega Stefano Vicari, responsabile dell'Unità operativa di neuropsichiatria infantile al Bambino Gesù, che negli ultimi venti mesi ha censito, nell'ambito di un progetto sostenuto dai ministeri della Salute e della Gioventù, 170 siti inneggianti all'anoressia e alla bulimia. Malattie che «nella fascia pediatrica (cioè tra 1 e 18 anni) colpiscono lo 0,5 % della popolazione — dice Vicari —. Mentre tra i 14 e i 40 anni la percentuale diventa del 5%». «Questi siti — prosegue l’esperto — fanno da sponda a una necessità fisiologica nel momento di passaggio dal bambino all'adulto. Sono accomunati dall'essere un'apologia dell'anoressia (meno frequenti quelli inneggianti alla bulimia), che viene proposta come una fede, un modo di essere e non una patologia». Tra le pagine, "il credo di Ana", i "trucchi per evitare che i genitori si accorgano della magrezza" e le "modalità di comportamento per non fallire nell'intento di diventare scheletriche".
FENOMENO IN CRESCITA - Un fenomeno, quello dei siti pro-Ana e pro-Mia (la bulimia), che va assumendo una dimensione sempre più globale, come conferma uno studio, condotto dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health pubblicato sull'American Journal of Public Health, che ha analizzato le armi comunicative che si mettono in campo. Dei 180 siti studiati, oltre il 90% è ad accesso libero e circa l'80% sfrutta a pieno le potenzialità del web fornendo strumenti interattivi, come software per il conteggio delle calorie e dell'indice di massa corporea. La maggior parte (l'85%) offre anche modelli visivi cui ispirarsi. La stessa percentuale dà consigli sulle strategie da mettere in atto per riuscirci. Insomma, internet è un bazar di consigli e istruzioni autodistruttive. Ma una strategia di contrasto è possibile.
LA CONTROFFENSIVA - E la sta sperimentando con successo l’ospedale Bambino Gesù: si tratta di un sito mascherato. «Si chiama Timshell, una parola di origine ebraica — spiega Vicari — che significa "Tu puoi" e con esso vogliamo far capire che un altro modo di pensare è possibile, che esistono altri modelli di bellezza oltre a quelli inseguiti dalle ragazze pro-Ana». Il sito coinvolge anche adolescenti volontari che chattano con gli interlocutori. E la condivisione dei linguaggi può essere molto efficace. Inoltre, offre l'accesso a un servizio di assistenza telefonica (06-68592265) dove una psicologa ascolta, dà informazioni e, se necessario, avvia a una visita ambulatoriale. «Questo — conclude Vicari — consente di intercettare i segni di disagio quando non sono ancora diventati malattia». E la strategia sembra funzionare: il sito ha registrato mille iscritti in appena 9 mesi e 70 mila accessi ai forum (Antonino Michienzi)
ANA ET MIA : DEUX NOUVELLES DIVINITÉS DU WEB
Par Luca Nejrotti

Ils s'appellent Pro-Ana et Pro-Mia et ils sont les sites Web qui célèbrent l'anorexie et la boulimie comme deux divinités d'un nouveau Olympe de la terreur.
Il s’agit spécifiquement de blogues structurés comme des sectes où les membres sont motivés, bien formés et parfois plagiés jusqu’à entrer d’ici dans le tunnel des troubles des conduites alimentaires, qui sont traités, d’une façon trompeuse, comme une raison d'orgueil et un trait de distinction exceptionnel.
L'esprit de secte est en effet très séduisant pour les adolescents qui se sentent de cette manière partie d'un groupe où soulager leurs tensions émotives dont tirer flatteries et confirmations pour leur pathologie.
Ce phénomène des sites Pro-Ana et Pro-Mia est en train, de plus en plus, d’atteindre une dimension globale, comme il est confirmé par une étude menée par le « Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health » qui a été publiée par l'« American Journal of Public Health » (clique ici) : la recherche a analysé les armes de communication utilisées par ces sites dangereux (clique ici).
Parmi les 180 sites étudiés en effet, plus du 90% sont à l'accès libre et presque le 80% exploite au maximum les potentialités du Web en fournissant des services interactifs comme le logiciel pour le comptage des calories ou de l’indice de masse corporelle.
Pour combattre ce type de « perversion médiatique » le département de neuropsychiatrie de l'hôpital Bambin Gesù de Milan a expérimenté un nouveau site masqué, au nom « Timshell », où des experts du secteur de la communication et des psychologues tentent de fournir, avec de l'adresse et ingéniosité, les renseignements corrects pour les tas de jeunes qui entrent dans le site pour chatter.
Sur le site, en outre, un numéro d'assistance téléphonique est publié pour celui qui décide de changer sa perception du problème.
Ci-joint, l'article tiré par le « Corriere della Sera » du 28 juin passé.
ANA AND MIA:TWO NEW WEB DEITIES.
By Annamaria Cervai

Their names are Pro-Ana and Pro-Mia , they are two websites singing the praises of anorexia and bulimia as the deities of a terrifying new Olympus.
The two blogs are structured as sects where the members are motivated, educated and often subjugated until they fall into the compulsive eating disorder seen as something to be proud of and of an exceptional nature.
For teenagers is important to belong to a group where they can relax from emotional stresses and at the same time be supported in their pathology.
A John Hopkins Bloomberg School of Public Health research published on the American Journal of Public Health states that the influence of pro-Ana and pro-Mia websites is getting globalized (click here). The researchers studied the communication techniques used by these dangerous sites: click here.
90% of the examined 180 sites are free access sites , 80% fully uses web potentialities such as interactive tools, calories calculation and body mass indexes softwares.
The Neuropsychiatry specialists of Ospedale Bambino Gesù in Milan, tested a new teasing website called “Timshell” in order to fight these sort of “mass media perversion”. Together with psychologists and communication consultants they give with cleverness correct information and directions to the teenagers who enter the website in order to chat.
The website also indicates an helpline to people who decide to change their eating disorder awareness.
Here below the article by Corriere della Sera, 18th June 2010.
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