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INVESTIRE NELLA FILANTROPIA
13/07/2010
Di Rosa Revellino

"Albergo sociale": un posto dove le persone con fragilità economica e sociale trovano un letto per pochi giorni o per un periodo che può arrivare al massimo a 18 mesi. Oggi qualcuno preferisce parlare di “social housing”: ovvero di capitale privato impiegato per sanare il problema del disagio abitativo e allo stesso tempo per aiutare un quartiere a riqualificarsi dal punto di vista abitativo.

In Italia questo tipo di iniziativa, che all’estero è ‘di casa’ da anni, stenta a diffondersi. La Città di Torino ha però recentemente inaugurato un social housing in una strada popolare, Via Ivrea, al civico 24.  Quest’area che una volta era occupata dal vecchio edificio delle Poste, oggi diventa la realizzazione fisica di quella che all’inizio del progetto sembrava a tutti un’utopia: il Comune di Torino,  la Fondazione Sviluppo e Crescita Crt, “Oltre Venture” che promuove questo tipo di soluzioni in tutta Italia, e “D. o. c scs”, la cooperativa sociale che gestirà il progetto, hanno invece fermamente creduto in  questa nuova ‘Città della gioia’ che potrà ospitare fino 450 posti letto per famiglie e singoli.

Il capitale impiegato nel progetto è interamente privato (14 milioni di euro della Fondazione Crt) e testimonia la ricchezza culturale e ideativa delle nostre Fondazioni che non hanno di certo temperato i propri entusiasmi ed investono sempre di più in progetti  “filantropici”. 

I residenti di Via Ivrea 24 troveranno anche uno studio medico e dentistico a tariffe calmierate ed uno sportello di consulenza per l'avvio al lavoro e la ricerca di una sistemazione abitativa stabile. Ci saranno un bar, un ristorante e un biomarket: tutti servizi aperti anche ai cittadini del resto della città.

Di seguito l’articolo della Repubblica (supplemento di Torino) del 23 giugno 2010.


NASCE IL PRIMO “SOCIAL HOUSING”

Capitale privato, ospiterà chi non ha casa per 18 mesi. I posti letto sono 450.

Studenti un po' squattrinati, mamme con bambini, il marito divorziato in difficoltà economica, lavoratori in trasferta. Persino il turista di passaggio che non ha grandi disponibilità economiche e cerca un letto che costi non più di un ostello. Un posto così, dove le persone con fragilità economica e sociale (i sociologi la definiscono fascia grigia) trovano un letto per pochi giorni o per un periodo che può arrivare al massimo a 18 mesi, si chiama "albergo sociale", una delle declinazioni possibili di quello che i tempi moderni chiamano social housing, capitale privato per dare un mano al problema sempre in crescita del disagio abitativo e allo stesso tempo aiutare un quartiere a riqualificarsi e diventare più moderno. A Berlino e Londra non sono una novità, l'Italia arranca. Torino adesso ne battezza uno, prima esperienza di housing sociale in città e fra i primi in Italia. Il suo nome è quello di una via popolare di Torino con numero civico, Ivrea 24 Abitare Sostenibile, quartiere Pietra Alta. Realizzato con capitale interamente privato (14 milioni di euro della Fondazione Crt), permetterà di offrire 450 nuovi posti letto in città, destinati ad uso temporaneo. Dopo due anni di progettazione, il vecchio edificio delle Poste di via Ivrea si converte, il cantiere è già partito e quella che sembrava un'idea anche un po' utopica e sicuramente molto ambiziosa si trasforma in realtà grazie all'iniziativa del Comune di Torino e la Fondazione Sviluppo e Crescita Crt. Con loro c'è Oltre Venture, che promuove questo tipo di soluzioni in tutta Italia, e D. o. c scs, la cooperativa sociale che gestirà il progetto, un leader nazionale nell'accoglienza temporanea e vacanze a prezzi calmierati. Dodici mesi di lavoro e poi l'ex-casa albergo dove vivevano i dipendenti delle Poste - gli ultimi sette che abitavano nei 9mila metri quadri di via Ivrea hanno trovato una nuova casa grazie all'iniziativa del Comune - sarà pronta con 450 posti letto a disposizione di famiglie e singoli. Oltre a questo però, i residenti di via Ivrea 24 troveranno uno studio medico e dentistico a tariffe calmierate, uno sportello che offre consulenza per l'avvio al lavoro e la ricerca di una sistemazione abitativa stabile. Ma ci saranno anche un bar, un ristorante e un biomarket, tutti servizi aperti anche ai cittadini del quartiere a Pietra Alta e al resto della città. Il complesso è composto da due corpi di nove piani ciascuno e prevede la realizzazione di 180 unità residenziali realizzate con grande attenzione all'ambiente e alla sostenibilità: materiali disinquinanti foto catalitici ed ecocompatibili a bassa manutenzione, un impianto solare fotovoltaico per la produzione di energia elettrica ed un impianto solare termico che produrrà acqua calda sanitaria destinata ad integrare oltre il 60 per cento del fabbisogno di ogni alloggio. Nella costruzione saranno impiegati anche sistemi solari passivi - serre solari e giardini d'inverno - con l'utilizzo di vetri selettivi per sfruttare il più possibile l'irraggiamento del sole d'inverno. Non è un caso la conquista di una menzione speciale all'interno del Social Housing Award per «avere realizzato un intervento di riqualificazione che dimostra che si può costruire un progetto di social housing sostenibile, innovativo e di ottima qualità anche riconvertendo edifici già esistenti». Quando parliamo di housing sociale, spiega il segretario generale della Fondazione Crt Angelo Miglietta «intendiamo la realizzazione di un'edilizia residenziale a prezzi calmierati, sostituendo però il concetto di gratuità con quello di sostenibilità. Ivrea 24 è un fiore all'occhiello della Fondazione Crt, il cui approccio filantropico prevede una strategia di investimento completa e sta entrando a far parte di tutte le attività della Fondazione, facilitato peraltro dalla nascita di Sviluppo e Crescita Crt». Ricordiamo che il Comune di Torino si è limitato a gestire il processo ma non ha messo risorse, spiega l'assessore comunale alla casa Roberto Tricarico: «un'idea innovativa che piace molto anche ad altri importanti Comuni italiani come Bologna, Firenze, interessati a riconvertire allo stesso modo gli edifici delle Poste». La mappa del social housing a Torino si arricchirà presto di due altri alberghi sociali, il primo in piazza della Repubblica, e in via San Pio V, a San Salvario, che sarà destinata in prevalenza a genitori soli con figli. Sono avanzati anche i progetti di sei residenze collettive sociali, ospitalità temporanea per persone sole. (SARA STRIPPOLI)



INVESTIR DANS LA PHILANTHROPIE
Par Luca Nejrotti

« Hôtel social » : une place où les gens avec de la « fragilité économique et sociale » trouvent un lit pour peu de jours ou pour une période qui peut arriver à 18 mois au maximum. Aujourd'hui, quelqu'un préfère parler de « social housing » : c'est-à-dire de capital privé employé pour résoudre le problème de la crise de l’habitation et au même temps pour aider un quartier à se requalifier sous l’aspect de l’habitation.
En Italie, ce type d'initiative, qui à l'étranger est diffus depuis des années, a du mal à se répandre. La Ville de Turin a cependant inauguré récemment un social housing dans une rue populaire : 24, rue Ivrea.  Cet îlot, qui une fois était occupé par le vieux bâtiment des Postes, aujourd'hui est la réalisation physique de ce qui, au début du projet, semblait à tout le monde une utopie : la Municipalité de Turin, la Fondation « Sviluppo e crescita CRT », « Oltre Venture » qui encourage ce type de solutions en toute l’Italie et « D. o. c scs », la coopérative sociale qui va gérer le projet, ont par contre cru fermement en cette nouvelle « Ville de la joie » qui pourra accueillir jusqu’à 450 lits pour familles et singles.
Les ressources économiques dans le projet sont entièrement privées – 14 millions d’euros de la Fondation CRT – et elles témoignent la richesse culturelle et la force créative de nos Fondations qui n'ont pas du tout tempéré leurs enthousiasmes et qui investissent de plus en plus en projets « philanthropiques ».
Les résidents de 24, rue Ivrea, trouveront un cabinet médical et un dentiste aux tarifs bonifiés et un guichet de placement et de consultation pour la recherche d’une habitation stable. Il y aura aussi un café, un restaurant et un biomarket : des services ouverts même aux citoyens du reste de la ville.
Ci-joint l'article de « la Repubblica » (supplément de Turin) du 23 juin 2010.



INVESTING IN PHILANTHROPY
By Annamaria Cervai

“Social Hotel”: a place where people in economic and social troubles can find a bed for a period of few days to 18 months. Nowadays people prefer to call it “social housing”, namely private money used in order to remedy housing discomfort and to requalify poor areas as well.
This kind of initiative is very common abroad and finds it hard to spread over into Italy. However the city of Torino has recently inaugurate a social housing  24, via Ivrea , a working-class area. Once an old Post Office, today this area is the true realization of the initial utopia: Torino Municipality, Crt Sviluppo e Crescita Foundation called “Oltre Venture”, supporter of similar initiatives all along Italy and “D.o.c scs”, the project managing mutual company, firmly believed in this new “City of Joy”,  that will give hospitality up till 450 sleeping-accommodation for single individuals and families.
Invested capital is completely private (14 millions euro from Crt Foundation) and shows our Foundations cultural and creative richness, being more and more involved in philanthropic projects.
24,via Ivrea residents will also benefit from an out-patient department and a dental clinic with controlled prices. A work consulting front office will also help in the job search and a permanent housing solution as well. There will be also a coffee bar, a restaurant and a organic supermarket open to all citizens.
Here below the Repubblica Torino supplement published on 23rd of June 2010.