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Articolo in lingua italiana
PREVENZIONE O ILLUSIONE? LETTERA APERTA AI MINISTRI FAZIO E CARFAGNA
07/06/2010
Di: Mario Nejrotti

La prevenzione nel controllo dei tumori è già di per sé una  parola forte.
Infatti, quando si parla di  screening di popolazione bisognerebbe dire con coraggio e chiarezza alle persone che non si previene nulla, ma si fa diagnosi precoce di una anomalia cellulare di questo o quel tessuto che c’è già e su essa si decide di intervenire, insieme al paziente, senza sapere con certezza e sempre, se l’anomalia cellulare, con le caratteristiche del tumore maligno si esprimerà o no, dando una vera malattia.
Si decide con umiltà e coraggio, pesando caso per caso e condividendo il dramma del paziente, senza trionfalismi e spettacolarismi, scegliendo, quando si può, e si riesce, l’intervento meno destruente e con meno effetti indesiderati fisici e psichici.
La prevenzione è un'altra cosa.
Perché sia possibile ed efficace occorre modificare comportamenti a rischio personali e sociali, indirizzare le scelte di politica alimentare e industriale, combattere lobby potentissime e indifferenti al bene comune, come quelle del tabacco; occorre ridurre le emissioni nocive, preservare l’ambiente, occuparsi del micro habitat delle abitazioni e così via, in una riflessione che si fa globale, e molto, molto impegnativa, sul significato di salute di popolazione e dell’influenza che le decisioni dei politici hanno su di essa.
I medici, da sempre, cercano di curare i loro malati e di prevenire, con le possibilità offerte via, via nella storia dalla nostra scienza, le complicanze di malattia, raffinando soprattutto la diagnosi, per giungere sempre prima e sempre più efficacemente alla cura, che spesso è meno brillante e progredita.
La medicina negli ultimi cinquant’anni, avendo imboccato seriamente la strada della scienza, abbandonando sempre di più quella di un’arte, che poco aveva di estetico e molto di stregonesco, si è fatta sempre più aiutare nelle sue decisioni, e soprattutto nelle decisioni, che riguardano grandi fette di popolazione, dalle evidenze.
Gli screening accreditati per  la diagnosi precoce dei tumori sono quello per il tumore della mammella, quello per il tumore della cervice uterina e quello per i tumori del colon retto.
Aimè all’oggi nessun altro screening ha un carisma scientifico di evidenza di efficacia e di praticabilità.
Per tutti gli altri tumori solo i sintomi di allarme o i sottogruppi a rischio possono permettere l’esecuzione di esami diagnostici di approfondimento, per giungere quanto prima ad una diagnosi precoce e a poter intervenire efficacemente.
Troppo spesso ci siamo imbattuti in sedicenti gruppi scientifici di punta, che proponevano screening, vuoi per il tumore del polmone, vuoi per quello della prostata, vuoi per altri tumori usando questo o quel marker più o meno fantasioso.
I tumori fanno paura alla popolazione, o perché subdoli e con prognosi ancora preoccupante o perché molto diffusi e accompagnati da terapie demolitive e con effetti collaterali difficili da elaborare e sopportare.
Certo che irresponsabili promesse, come la “sconfitta del cancro in dieci anni”, parlano con successo alle menti e al cuore di quella vasta fascia della nostra popolazione, che è massimamente ignorante di salute, medicina e malattie e trae, dalla propria poca cultura, solo un oscuro e primordiale sentimento di paura, per un male ancora troppo spesso e da troppi pensato “incurabile”.
E su questa o quella paura, si sa, i “ciurmatori” nella storia hanno sempre cinicamente giocato.
Quando due ministri della nostra Repubblica, però, si uniscono in una campagna nazionale di educazione sanitaria, che va evidentemente contro ogni concetto di evidenza scientifica, proponendo un oscuro intervento di popolazione su di un tumore, come quello della prostata, che spaventa tutti i maschi al di sopra dei cinquant’anni e uno di questi ministri è quello che ha ricevuto  la responsabilità della salute di noi cittadini, anche se in linea con la “cultura” imperante del sensazionalismo televisivo, preoccupa molto.
Passi per il ministro delle pari opportunità, che avrà pensato: “ Poveri maschietti ! le donne hanno lo screening della cervice dell’utero, non vogliamo dare loro almeno quello per la prostata?”
Ma Fazio avrebbe dovuto avere più prudenza o avrebbe dovuto rivolgersi a consulenti più preparati, a prescindere dalla linea politica del governo sulla sconfitta del cancro in dieci anni.
Illudere le persone e alimentare false speranze è disdicevole come mentire.
Allora, per consigliare i nostri due ministri sulla scelta dei consulenti, pubblichiamo una lettera aperta di numerosi gruppi e società scientifiche mediche, sperando che per il futuro i soldi, sempre dichiarati da chi governa, scarsi e sprecati dagli operatori, siano meglio spesi dai politici.

Dr. Mario Nejrotti (Direttore dei Media dell'Ordine dei Medici di Torino)


Lettera aperta
al Ministro della Salute Ferruccio Fazio
al Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna

Le sottoscritte Società scientifiche, pur comprendendo la tensione positiva alla promozione della cultura per l'autotutela della salute maschile, chiedono la sospensione della campagna di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore della prostata, promossa dai ministeri delle Pari opportunità e della Salute, perché tale iniziativa non può produrre altro risultato che un aumento inappropriato del ricorso a test per la diagnosi precoce in soggetti privi di sintomi.
Poiché alla stato attuale delle conoscenze non esistono interventi di prevenzione primaria del tumore alla prostata, una propaganda al pubblico nei termini in cui è condotta, è discutibile scientificamente ed eticamente;  può danneggiare – fisicamente e in termini di qualità della vita – più persone di quante non ne possano beneficiare; è, infine, inopportuna, in un periodo in cui ai cittadini e ai medici si chiede rigore.
Infatti, dopo anni di incertezze scientifiche sullo screening per i tumori alla prostata,  due grandi studi controllati pubblicati nel marzo 2009 sul New England Journal of Medicine, hanno infine documentato che i danni di questo screening possono essere maggiori dei benefici. Anche negli U.S.A., dove lo screening è stato molto diffuso, persino i più determinati fautori hanno rivisto le loro posizioni invitando alla prudenza.
Lo screening del tumore prostatico (che è un intervento di diagnosi precoce e non di prevenzione) non è affatto paragonabile a quello mammografico né tanto meno a quello della cervice uterina, ed è ammissibile solo a seguito di una decisione presa sulla base di un colloquio personale tra medico e paziente, con una corretta informazione sui possibili benefici e sui possibili danni in cui può incorrere chi vi si sottopone. La ricerca di tumori prostatici espone infatti ad un rischio finora ineliminabile di trovare tumori “silenti”, cioè non destinati a dare alcun segno di sé, e che sono molto più comuni di quelli aggressivi. Il trattamento che fa seguito alla diagnosi non offre in tali casi nessun beneficio, mentre espone la persona ad un elevato rischio di impotenza sessuale e incontinenza urinaria, oltre a quello operatorio.
Da un punto di vista di sanità pubblica, perciò, vi è unanime consenso internazionale sulla inopportunità e dannosità di promuovere l'uso di qualsiasi test in persone che non abbiano sintomi. Mentre è questo purtroppo l'unico risultato prevedibile delle campagna in atto.
Le sottoscritte Società scientifiche suggeriscono, oltre alla sospensione della campagna, l'adozione sistematica di un metodo di consultazione degli operatori (medici di famiglia, epidemiologi, specialisti, esperti di sanità pubblica) e degli organi tecnici del Servizio sanitario implicati, sia a livello centrale (Sistema nazionale linee guida, Osservatorio screening eccetera), sia a livello regionale.

Sottoscritto da:

Associazione Scientifica Interdisciplinare e di Medicina di Famiglia e di Comunità – ASSIMEFAC
Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale – CSERMEG
Associazione Italiana di Epidemiologia – AIE
Società Italiana per la Qualità nell’Assistenza Sanitaria  e VRQ – SIQUAS VRQ
Associazione per la Ricerca sulla Efficacia della Assistenza Sanitaria - Centro Cochrane Italiano – AREAS-CCI
Gruppo italiano screening mammografico – GISMA
Gruppo italiano screening colorettale - GISCOR
Gruppo italiano screening del cervicocarcinoma - GISCI
European Randomized study of Screening for Prostate Cancer, braccio italiano – ERSPC Italia
Sezione Italiana di EQUIP (European Association for Quality in Geneal Practice/Family Medicine)
Sezione Italiana di EURIPA (European Rural and Isolated Practitioners Association)
Sezione italiana di EUROPREV (European Network for Prevention and Health Promotion in Family Medicine and General Practice)

Riferimento: Giorgio Visentin,
email: visentin@tin.it  
tel. 349 1868554


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Articolo in lingua Francese

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Articolo in lingua Inglese

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