
La Classificazione internazionale delle malattie (ICD) e' un sistema di classificazione nel quale le malattie e i traumatismi sono ordinati, secondo un criterio statistico, in gruppi tra loro correlati. Nel 1893, la Conferenza dell’Istituto internazionale di statistica, che ebbe luogo a Chicago, approvò la Classificazione internazionale delle cause di morte. In Italia questa Classificazione fu seguita dal 1924.
Sottoposta periodicamente a revisione, la Classificazione internazionale, a partire dalla 6a revisione (1948), fu adottata anche per rilevare le cause di morbosità oltre che di mortalità . Nel 1975, a Ginevra, nel corso della 29a Assemblea della Organizzazione Mondiale della Sanità e' stata approvata la 9a revisione della
Classificazione (ICD9). Negli Stati Uniti, un Comitato (in cui sono rappresentati le Associazioni professionali ed accademiche dei medici, le Associazioni degli ospedali, l’Ufficio regionale della Organizzazione Mondiale della Sanità', l’amministrazione
pubblica-HCFA) provvede ad aggiornare annualmente una versione modificata ed
ampliata del sistema ICD, la ICD-9-CM (International Classification of Diseases, 9th revision, Clinical Modification)
La Classificazione ICD-9-CM e' finalizzata a tradurre in codici alfanumerici i termini medici in cui sono espressi le diagnosi di malattia, gli altri problemi di salute e le procedure diagnostiche e terapeutiche. Un codice alfanumerico è un qualsiasi file, campo database, stringa di testo, password... che comprenda sia caratteri alfabetici (A/Z) che numerici (0/9).
La struttura della classificazione ICD e' determinata da due assi principali: l’eziologia e la sede anatomica. Il criterio eziologico determina i cosiddetti capitoli ‘‘speciali’’ (malattie infettive, malattie costituzionali e generali, malattie dello sviluppo, traumi);
il criterio anatomico determina i capitoli cosiddetti ‘‘locali’’, ovvero riferiti ad una specifica sede anatomica.
Il sistema ICD-9-CM e' inoltre costituito da tre sezioni:
1. Indice alfabetico delle malattie e dei traumatismi;
2. Elenco sistematico delle malattie e dei traumatismi;
3. Indice alfabetico degli interventi chirurgici e delle procedure diagnostiche e terapeutiche ed elenco sistematico degli interventi chirurgici e delle procedure diagnostiche e terapeutiche
La codifica accurata delle diagnosi e delle procedure e' infatti un aspetto fondamentale dell’appropriatezza ed e' uno degli elementi che contribuiscono in modo significativo al miglioramento della qualità' del Servizio Sanitario Nazionale. Essa risponde all’esigenza sia di stabilire regole standardizzate nell’individuazione delle malattie e delle procedure, sia di definire un sistema di codifica delle informazioni cliniche contenute nella Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO). Questo strumento di classificazione fornisce inoltre una metodologia univoca su tutto il territorio nazionale.
La classificazione che viene qui riportata rappresenta la traduzione italiana della versione 2002 della classificazione ICD-9-CM, predisposta a cura del Ministero della Salute e pubblicata dall’Istituto Poligrafico dello Stato. Essa contiene circa 15000 codici finali di diagnosi e di procedure e sarà utilizzata per la codifica
delle informazioni contenute nella (SDO).
Di seguito è possibile consultare le singole sezioni che costituiscono questo utile ed importante strumento clinico.
Allegati
(1) CODICI PATOLOGIE presentazione_manuale2002
(2) CODICI PATOLOGIE ELENCO ALFABETICO A_C
(3) CODICI PATOLOGIE ELENCO ALFABETICO D_F
(4) CODICI PATOLOGIE ELENCO ALFABETICO G_M
(5) CODICI PATOLOGIE ELENCO ALFABETICO N_R
(6) CODICI PATOLOGIE ELENCO ALFABETICO S_Z
(A) CODICI PATOLOGIE ELENCO SISTEMATICO CAP_1_11
(B) CODICI PATOLOGIE ELENCO SISTEMATICO CAP_12_17