
L’affermazione dei diritti in democrazia è un percorso che non può conoscere soste. È sempre pericoloso considerare un diritto fondamentale, ad iniziare dalla libertà, acquisito per sempre. La democrazia, senza partecipazione, che vuol dire stimolo, confronto e controllo continuo da parte degli elettori sull’operato dei rappresentanti eletti, corre il rischio di diventare una vuota e burocratica rappresentazione.
Tra i nuovi soggetti politici più attivi che tengono alto il vessillo della democrazia ci sono senz’altro i “diversamente abili”, i portatori permanenti di invalidità che fanno sentire in modo sempre più chiaro e determinato la loro voce. Il Piemonte è una delle Regioni più attente a cogliere in questo senso denunce e proposte che spesso si concretizzano in norme di grande significato civile: come quella che prevede l’utilizzo dell’ICF (vedi i link: clicca qui e clicca qui) per rispondere meglio alle esigenze dei disabili.
Press-IN anno II / n. 264
Marketpress.Info del 02-02-2010
Alunni diversamente disabili: dal 2011 una nuova certificazione ...
Alunni diversamente disabili: dal 2011 una nuova certificazione per tutelarne i diritti e rispondere ai loro reali bisogni
TORINO. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, le aziende sanitarie regionali e tutte le istituzioni scolastiche del Piemonte potranno finalmente utilizzare un nuovo strumento di classificazione del funzionamento, della disabilità e della salute: l’Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, Disabilità e Salute), elaborato dall’Organizzazione Mondiale della sanità. E’ quanto stabilito da una delibera approvata questa mattina dalla Giunta regionale, su proposta degli assessori alla sanità Eleonora Artesio, all’istruzione Gianna Pentenero e alla cooperazione sociale Teresa Angela Migliasso. A livello nazionale e regionale è stata più volte rimarcata la necessità di avere dati completi e affidabili ai fini della programmazione degli interventi e servizi rivolti ai diversamente abili nei diversi campi: prevenzione, assistenza, integrazione sociale, integrazione scolastica, formazione professionale, inserimento lavorativo, tempo libero e partecipazio ne sociale. Fino ad oggi infatti i diversi soggetti istituzionali che operano nel campo della disabilità hanno utilizzato strumenti molto diversi sia per la raccolta dati che per la valutazione della condizione di disabilità, dando luogo a sistemi con dati non omogenei e spesso in contraddizione tra loro. Allo scopo di colmare la carenza di informazioni e semplificare le procedure per l’accertamento dell’invalidità e dell’handicap, la Regione ha deciso di adottare un sistema unico di certificazione, l’Icf, che a differenza della precedente Icidh, non è una classificazione delle conseguenze delle malattie ma delle "componenti della salute”. I tre termini portanti della precedente versione (menomazione, disabilità e handicap) sono stati sostituiti da funzioni corporee, attività e partecipazione, passando da una classificazione delle “conseguenze della malattia” a quella appunto delle “componenti della salute”. Il termine handicap non viene più utilizza to ma sostituito con “persona che sperimenta difficoltà nella vita sociale”. In quest’ottica l’Icf non riguarda solo le persone con disabilità ma tutte le persone, poiché fornisce informazioni che descrivono il funzionamento umano e le sue restrizioni, promuovendo un metodo di misurazione della salute, delle capacità e delle difficoltà nella realizzazione di attività. Questo approccio permetterà di individuare gli ostacoli da rimuovere o gli interventi da effettuare perché l’individuo possa raggiungere il massimo della propria auto-realizzazione. L’icf vuole quindi fornire un’ampia analisi dello stato di salute degli individui ponendo in stretta correlazione salute e ambiente, valutando l’influenza di quest’ultimo sulla vita degli individui: la società, la famiglia, la scuola, il contesto lavorativo. “I risultati della sperimentazione avviata in questi ultimi anni presso alcune aziende sanitarie - hanno sottolineato gli assessori Artesio, Pentenero e Migliasso - hanno messo in evidenza che l’utilizzo dell’Icf non solo consente di descrivere il profilo di funzionamento di un alunno ma rende più chiara la comunicazione tra i soggetti coinvolti e facilita la definizione di un progetto individualizzato aiutando inoltre a distinguere gli alunni disabili dagli alunni con esigenze educative speciali. Proprio per questo abbiamo deciso di avviare uno specifico percorso formativo integrato che vedrà coinvolti circa 2500 operatori della scuola, 350 operatori sanitari e 350 operatori sociali, allo scopo di creare un gruppo di “consulenti esperti” Icf che avranno il compito di collaborare con i vari organi istituzionali alla progettazione, realizzazione e verifica della formazione di altri operatori sanitari .
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