INFANZIA E DISEGUAGLIANZA NORD-SUD
22/02/2010
Di Guido Giustetto

La mancanza di un progetto e di un modello italiano di welfare per l’infanzia e l’adolescenza è una grave lacuna che accentua le diseguaglianze (locali, regionali, nazionali) nella salute.
Infatti, fin dal momento della nascita e per tutto il periodo dello sviluppo, il divario tra Nord e Sud d’Italia nell’accesso e qualità dei servizi sociosanitari è enorme.
I rischi di morire nella prima settimana di vita, di non poter frequentare l’asilo, di abbandonare la scuola dell’obbligo, di essere un adolescente in difficoltà, di dover cambiare regione per ricevere un’assistenza specialistica pediatrica sono 3-6 volte superiori al Sud rispetto al Nord. Per il diritto alla salute materno infantile il nostro Meridione rappresenta nell’ambito europeo un paese a sé stante.
La natalità nazionale è leggermente aumentata, grazie anche ai recenti flussi migratori, in condizioni di aumentata medicalizzazione, con un tasso di parti cesarei oltre il doppio del 15% indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e con la Regione Campania oltre il 60% dei parti: livelli unici nell’intera Unione Europea. La mortalità perinatale (nel corso della prima settimana di vita) è ovunque diminuita, ma permane drasticamente elevata al Sud con un rapporto 2-3 volte superiore rispetto alle regioni settentrionali a parità di nascite patologiche. Tutti elementi che stanno ad indicare che la qualità delle cure e il “percorso nascita” non hanno ancora raggiunto una garanzia e un diritto omogenei su tutto il territorio nazionale.
Maurizio Bonati e Rita Campi approfondiscono questo argomento su Salute Internazionale chiedendosi quale futuro abbia oggi chi nasce e cresce nel Mezzogiorno.
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