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ROSIGLITAZONE ED INSUFFICIENZA CARDIACA NEI PAZIENTI DIABETICI
21/06/2010
Di Angelica Salvadori

I tiazolidinedionisono sostanze insulino sensibilizzanti e risultano associati ad un incremento della ritenzione di liquidi e ad un aumentato rischio di insufficienza cardiaca (HF) nelle persone affette da diabete mellito di tipo 2.
In questo studio abbiamo voluto valutare i casi di insufficienza cardiaca, fatali e non, ed identificare eventuali fattori predittivi positivi già presi in considerazione nello studio RECORD (Rosiglitazone Evaluated for Cardiac Outcomes andRegulation of glycaemia in Diabetes).
E’ stato condotto uno studio multicentrico, dove sono stati randomizzati 4.447 pazienti, affetti da diabete mellito di tipo 2 in monoterapia con metformina o sulfonilurea, con un valore medio di emoglobina glicata (HbA 1c) di 7.9%. Ad un gruppo è stato aggiunto il rosiglitazone (n=2.220), al gruppo di controllo un farmaco costituito da una combinazione di metformina e sulfonilurea (n=2.227). I pazienti sono stati seguiti per un periodo di circa cinque anni.
Nel gruppo del rosiglitazone, il rischio di morte per HF o la necessità di ricovero sono risultati doppi (HR= 2.10; 95% CI; 1.35-3.27) rispetto al gruppo di controllo; è stato anche osservato un aumento delle morti per HF, dieci nel gruppo in terapia con il rosiglitazone rispetto a due del gruppo controllo. Di queste morti per HF, quattro sono avvenute in pazienti che non avevano mai manifestato problemi di questo tipo.
Invece, non è stato rilevato un aumento nella mortalità globale cardiovascolare o nella necessità di ospedalizzazione (HR= 0.99; 95% CI; 0.85-1.16). Fattori indipendenti predittivi per HF sono stati: l’assunzione di rosiglitazone, l’età, il valore di albumina urinaria, il valore di creatinina, il BMI e la pressione sistolica. Un’anamnesi positiva per patologie cardiovascolari non è risultato un fattore predittivo per HF. La durata del periodo di ospedalizzazione a seguito di diagnosi di HF e la percentuale di ricoveri successivi sempre per la stessa patologia, sono risultati simili nei due gruppi.
Questi risultati confermano il rischio aumentato di HF in persone in trattamento con il rosiglitazone e confermano e supportano le raccomandazioni secondo cui non bisogna continuare ad usare questa molecola nei soggetti che sviluppano HF durante il trattamento. Deve essere offerto alle persone che utilizzano questo farmaco uno stretto follow up per ridurre il rischio di HF soprattutto nelle persone più anziane, in quelle sovrappeso, nei soggetti con aumentata micoralbuminuria ed in quelle con valori elevati di pressione arteriosa sistolica.

Komajda M, McMurray JJ, Beck-Nielsen H, et al. Heart failure events with rosiglitazone in type 2 diabetes: data from the RECORD clinical trial. Eur Heart J. 2010 Apr;31(7):824-31. Epub 2010 Jan 29. (Original)
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Par


HEART FAILURE EVENTS WITH ROSIGLITAZONE IN TYPE 2 DIABETES: DATA FROM THE RECORD CLINICAL TRIAL.
By Annamaria Cervai

Komajda MMcMurray JJBeck-Nielsen HGomis RHanefeld MPocock SJCurtis PSJones NPHome PD.
Université Pierre et Marie Curie Paris 6, Paris, France. michel.komajda@psl.aphp.fr
Comment in:

Abstract

AIMS: Thiazolidinediones are insulin sensitizers, and are associated with fluid retention and increased risk of heart failure (HF) in people with type 2 diabetes. We assessed fatal and non-fatal HF events and their outcome, and identified HF predictors in the RECORD (Rosiglitazone Evaluated for Cardiac Outcomes and Regulation of glycaemia in Diabetes) trial population. METHODS AND RESULTS: In a multicentre, open-label study, we randomized 4447 people with type 2 diabetes on metformin or sulfonylurea monotherapy with a mean HbA(1c) of 7.9% to add-on rosiglitazone (n = 2220) or to a combination of metformin and sulfonylurea (n = 2227) and followed them over 5.5 years on average. Heart failure hospitalizations and deaths were adjudicated by a Clinical Endpoint Committee using pre-specified criteria. Independent predictors of HF events were identified out of a group of 30 pre-specified clinical, demographic, and biological variables. In the rosiglitazone group, the risk of HF death or hospitalization was doubled: HR = 2.10 (95% CI, 1.35-3.27): the excess HF event rate was 2.6 (1.1-4.1) per 1000 person-years. An excess in HF deaths was observed (10 vs. two), including four HF deaths as first HF events. By contrast, there was no increase in cardiovascular mortality or hospitalization (HR = 0.99, 95% CI, 0.85-1.16) or in cardiovascular deaths (60 vs. 71). Independent predictors of HF were rosiglitazone assignment, age, urinary albumin : creatinine ratio, body mass index, and systolic blood pressure at baseline. A history of previous cardiovascular disease was not predictive of HF. Duration of HF hospitalization and rate of HF re-hospitalization were similar in the two groups. CONCLUSION: These findings confirm the increased risk of HF events in people treated with rosiglitazone and support the recommendation that this agent should not continue to be used in people developing symptomatic HF while using the medication. Close follow-up for the risk of HF should be offered to elderly people, people with markedly increased body mass index, people with microalbuminuria/proteinuria, and people with increased systolic blood pressure.

PMID: 20118174 [PubMed - in process]PMCID: PMC2848325