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Articolo in lingua italiana
APPROPRIATEZZA DELLA PUBBLICITÀ DEI FARMACI PSICHIATRICI E DEGLI ANTIIPERTENSIVI
28/06/2008
Di: Guido Giustetto

Nei giornali medici i farmaci psichiatrici sono frequentemente pubblicizzati ma non ci sono studi dedicati alla veridicità delle affermazioni contenute nei messaggi pubblcitari.
Spielmans e coll. hanno esaminato l’accuratezza di 69 pubblicità di farmaci psichiatrici e la disponibilità delle fonti citate in esse.
Nel 50,2 % dei casi le affermazioni fornivano voci bibliografiche, da utilizzare per verificarne la veridicità, non raggiungibili.
Quando le fonti erano rintracciabili, il 65% di queste confermava le affermazioni riportate.
Le affermazioni inerenti l’efficacia delle medicine erano sostenute da una fonte raggiungibile solo nel 53,2 % dei casi.
I tentativi di accedere a dati citati in file on line delle industrie farmaceutiche hanno avuto raramente successo.
Vista la scarsa conferma empirica delle affermazioni contenute in queste pubblicità e dato che la maggior parte di queste fornisce delle fonti non raggiungibili, è necessario incrementare le norme sulla pubblicità.

Un’analoga indagine è stata condotta da Montgomery e coll. sulla pubblicità dei farmaci antipertensivi in Australia.
Partendo dall’osservazione che, nonostante le forti evidenze di efficacia e di costo/efficacia dei diuretici tiazidici, la promozione e la prescrizione favoriscono gli antipertensivi più nuovi, meno favorevoli per costo/efficacia, gli autori hanno voluto verificare se la pubblicità incoraggia la qualità prescrittivi nel campo dell’ipertensione arteriosa.
Nel 2004 sono stati esaminati 113 messaggi pubblicitari su 4 riviste mediche australiane orientate alla medicina generale. La qualità di ciascuna pubblicità è stata valutata con una griglia  basata sulle linee guida di gestione dell’ipertensione.
In particolare sono stati esaminati:
frequenza con cui le varie classi di farmaci erano pubblicizzate;
promozione dei tiazidici come prima scelta;
uso di affermazioni statistiche;
citazione di effetti collaterali e costo;
incoraggiamento alla valutazione e trattamento del rischio cardiovascolare;
promozione della modificazioni dello stile di vita;
individuazione di particolari sottogruppi di pazienti.

Risultati

I tiazidici sono la classe più pubblicizzata (48,7%), ma principalmente nei prodotti di associazione. L’unico tiazidico pubblicizzato da solo era il più caro, l’indapamide.
Nessun tiazidico è stato esplicitamente suggerito come prima scelta.
I dati statistici tendono ad essere espressi in valore relativo piuttosto che assoluto.
I costi sono spesso riportati ma senza dati di confronto
Gli effetti collaterali sono solitamente riportati ma confinati in carattere piccolo.
A parte menzionare l’interazione del farmaco con uso di alcol e sale, nessuna pubblicità ha promosso modifiche allo stile di vita.
Solo il 2,7% delle pubblicità ha incoraggiato la valutazione del rischio cardiovascolare.

Conclusioni

I messaggi pubblicitari sugli antipertensivi danno solo alcuni dei messaggi chiave richiesti da un’assistenza concordante con le linee guida. I risultati di questa ricerca chiamano in causa la normativa sulla pubblicità dei farmaci e sull’educazione continua dei medici.

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Articolo in lingua Francese

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Articolo in lingua Inglese

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