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Articolo in lingua italiana
INIBITORI DELLE 5-ALFA REDUTTASI E RIDUZIONE DEL RISCHIO DI CANCRO ALLA PROSTATA
28/05/2008
Di: Guido Giustetto

I farmaci inibitori della 5-alfa reduttasi (5-ARI) possono ridurre, nei sette anni successivi al trattamento, dal 5-9% al 4-6% il rischio di diagnosi di tumore alla prostata.
Quando diagnosticato, però, il tumore ha più alte probabilità di essere di stadio più elevato negli uomini che hanno assunto questi farmaci. Queste sono le conclusioni di una recente revisione Cochrane.
Il cancro alla prostate colpisce, solamente negli Stati Uniti, più di 220.000 persone all'anno. I decessi sono 27.000.
A rischiare di più sono gli uomini che hanno superato i 65 anni di età.
Si pensa che il testosterone sia uno dei fattori che promuovono lo sviluppo del tumore. Gli inibitori delle 5-alfa reduttasi sono capaci di interferire con il meccanismo biochimico che conduce alla produzione di questo ormone e, per questo motivo, si ritiene che possano ridurre l'incidenza del tumore alla prostata.
Un gruppo di revisori della Cochrane Collaboration ha esaminato i risultati di tredici studi clinici che valutavano gli effetti di questi farmaci negli uomini.
Il processo di revisione ha evidenziato che questi farmaci hanno sia effetti positivi sia effetti negativi. Da un lato, infatti, conducono a un lieve declino dell'incidenza del cancro alla prostata e al miglioramento di alcuni disturbi delle basse vie urinarie. Dall'altro aumentano le probabilità che, quando diagnosticato, il cancro sia ad uno stadio più avanzato. Non è però chiaro da cosa dipenda quest'ultimo effetto. Un'ipotesi è che gli inibitori della 5-alfa reduttasi alterino il tasso di crescita delle cellule tumorali; un'altra è che modifichino semplicemente il modo in cui le cellule tumorali appaiono al microscopio, senza influenzare la prognosi clinica.
Ci sono, inoltre, prove che uno di questi farmaci, il finasteride, influisce negativamente sulla normale funzione sessuale.
«Sono ancora molti i punti non chiari riguardo questi farmaci. I futuri studi dovranno determinare se i loro benefici siano effettivamente più alti dei rischi e se, tra i tanti 5-ARI sul mercato ce ne sia uno migliore degli altri», dice Dr Timothy Wilt, editore in capo del gruppo Prostatic Disease and Urologic Cancers della Cochrane Collaboration.

Wilt TJ et al. Five-alpha-reductase Inhibitors for prostate cancer prevention. Cochrane Database of Systematic Reviews 2008, Issue 2.
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Articolo in lingua Francese

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Articolo in lingua Inglese

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