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Articolo in lingua italiana
INIZIATIVE COMMERCIALI E LIBERTA' ACCADEMICA
19/05/2008
Di: Guido Giustetto

E’ permesso ad un medico di famiglia, senior lecturer in general practice alla Queensland University (Australia), criticare il marketing di un farmaco al cui sviluppo ha partecipato la stessa Università ?
Il dott. Andrew Gunn, presentandosi con i suoi titoli universitari, in una trasmissione radiofonica sul marketing farmaceutico, di passaggio ha commentato in maniera critica alcuni aspetti commerciali del vaccino contro il cancro della cervice, Gardasil.
L’Università, che ha una partnership con CSL, la ditta farmaceutica con la quale ha contribuito a sviluppare il farmaco, ha sostenuto che il dr. Gunn avrebbe dovuto tenere conto di questo fatto e chiarire che la sua era un’opinione personale non in linea con la politica ufficiale dell’Università.
Infatti la CSL, conosciuto il contenuto dell’intervista, ha ritenuto che il dr. Gunn avesse superato il limite e ha protestato direttamente con i vertici dell’Università.
La quale ha scritto al medico: “In nessun passo dell’intervista Lei afferma che i commenti sul Gardasil sono fatti a titolo personale e non rappresentano il punto di vista dell’Università. Spero che concordi che sarebbe appropriata una sua lettera di scuse alla CSL”.
Il dr. Gunn si è così trovato inaspettatamente in guerra con la sua Università, senza avere in realtà affermato nulla di così straordinario.
“Manifestare dei dubbi sul Gardasil all’inizio sembrava antipatriottico, ma oggi le perplessità sono diffuse e riguardano il costo, l’età più adatta per effettuare una vaccinazione che potrebbe perdere efficacia nel tempo e la pericolosa percezione che grazie al vaccino si possa evitare il PAP test.”
Il dr. Gunn ha rifiutato di scusarsi ed è cominciato un dibattito tra colleghi, vertici dell’Università, esperti di etica su come percorrere lo stretto sentiero che passa tra iniziative commerciali e libertà accademica.
Si è discusso sulla posizione occupata dal dr. Gunn, che formalmente non è un componente del corpo universitario, sul fatto che lo si debba o no considerare esperto dell’argomento, sui principi che non sempre si possono applicare a tutte le situazioni, su una revisione delle regole in base alle quali vanno utilizzati i titoli accademici.
Alla fine l’Università ha deciso di fare dietro front e ha dichiarato: “L’Università riconosce che la lettera scritta al dr. Gunn può essere esagerata rispetto alle circostanze. Se il dr. Gunn non è d’accordo nel chiedere scusa, l’Università non proseguirà nella questione”.
Il motivo per cui questo fatto ha ricevuto tanta attenzione è che le partnership Università-Industria stanno divenendo piuttosto comuni in Australia e c’è molto da discutere sulle modalità con le quali le Università ricevono i finanziamenti e sulle pressioni esercitate sulle persone che all’Università lavorano.

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Articolo in lingua Francese

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Articolo in lingua Inglese

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