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L’APPROCCIO CENTRATO SULLA PERSONA NELLA MEDICINA DEI TRAPIANTI D’ORGANO
30/01/2010

Di Rosa Revellino

Uno studio realizzato presso il Centro Trapianti del Policlinico Universitario di Catania ha focalizzato l’attenzione sulle ripercussioni del trapianto dal punto di vista psicologico.
In particolare viene analizzata l’utilità del counselling psicologico, pre- e post-trapianto, in pazienti trapiantandi e trapiantati: l’Approccio Centrato sulla Persona, che risale agli studi di Carl Rogers (clicca qui) pedagogista e psicologo statunitense tra i principali esponenti della psicologia umanistica (clicca qui) favorisce una clima comunicativo più empatico e contemporaneamente più completo dal punto di vista dell’informazione veicolata.
L’Approccio Centrato sulla Persona privilegia infatti il ‘tempo narrativo’ dei pazienti che hanno subito un trapianto e vogliono esprimere, attraverso la rielaborazione soggettiva, tutti i loro vissuti “negativi” legati alla condizione di disagio.
L’atteggiamento di comprensione empatica permette quindi ai care-givers, cioè coloro che si occupano della cura dei malati, di diventare una sorta di compagni di viaggio per i pazienti nella scoperta del proprio Sé e di entrare nel loro campo esperienziale attraverso il racconto dell’esperienza malattia.
Un buon uso del counselling psicologico può essere quindi uno strumento coadiuvante per l’efficacia della cure: il counselling inteso soprattutto come intervento di comunicazione consapevole può infatti orientare ad una maggiore compliance ai trattamenti medici e farmacologici e ad una rielaborazione critica del radicale cambiamento della vita del malato.
Di seguito l’articolo tratto da Scienza e Psicanalisi, Rivista multimediale di psicoanalisi e scienze applicate: clicca qui