TAPPI SOLIDALI, A TONNELLATE
Vai alla notizia

LE ORIGINI (SEMPRE PIŁ ANTICHE) DELLA NOSTRA SPECIE
Vai alla notizia

RESTITUIRE LA DIGNITĄ ALLA SIGNORA LACKS
Vai alla notizia

UN CARATTERE TIPOGRAFICO ANCHE PER LA DISLESSIA
Vai alla notizia

LA COMUNICAZIONE FA ANCORA PAURA?
Vai alla notizia

LA SOLITUDINE NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE
Vai alla notizia

CAUSE DI VERTIGINE PERSISTENTE IN PAZIENTI ANZIANI NELLA MEDICINA GENERALE
Vai alla notizia

NASCE DOCTORSBOOK.COM: IL SOCIAL NETWORK PER I MEDICI
Vai alla notizia

DIFFERENZA DI GENERE ANCHE NELLA MALATTIA
Vai alla notizia

INVESTIRE NELLA FILANTROPIA
Vai alla notizia

 

 

COME VIENE PETRCEPITO IL RISCHIO DI SALUTE NEL WEB
29/01/2010

Di Rosa Revellino

Uno studio condotto dall’Università Cattolica e dall’ International Institute for Qualitative Methodology (University of Alberta) ha messo in luce il ruolo del contesto di scambio sociale nell’orientare la fruizione della comunicazione mass-mediale sul rischio di salute.
Lo studio è stato realizzato conducendo 32 focus-group con giovani (18-25 anni), su diversi temi legati al rischio di salute (AIDS, alcol, fumo, droghe leggere) in quattro contesti di scambio (face-to-face; forum; chat; forum + chat).
L’analisi del contesto è infatti fondamentale dal punto di vista comunicativo perché nel passaggio dalla “ricezione” alla “riproduzione/uso sociale” di un messaggio mediatico si può misurare l’efficacia concettuale e la temperatura emotiva del ‘prodotto’
I risultati dello studio hanno mostrano infatti che diversi contesti di scambio influenzano in direzioni specifiche e diverse la comunicazione mass-mediale sui rischi di salute: per esempio la situazione forum + chat sembra essere il contesto di scambio che orienta di più la rielaborazione del messaggio verso una revisione delle pratiche a rischio.
Il contesto del forum invece, data l’asincronicità della partecipazione, ha favorito una “iper-costruzione” delle argomentazioni e delle giustificazioni relative alle proprie credenze e pratiche a rischio. In questo contesto i partecipanti sono apparsi più aperti alla considerazione del rischio,
riconfigurandolo come un problema di natura sociale e nelle discussioni sono prevalsi i contenuti “regolativi” (ad esempio “la sanzione per chi fuma nei luoghi pubblici”) e la condanna delle istituzioni.
Nella chat invece ha dominato una comunicazione emotiva e immediata caratterizzata da aneddoti, esperienze autobiografiche e talvolta semplificazioni di massima.
Il contesto face-to-face, data la sua fisicità, sembra aver attivato un atteggiamento più critico e censurante circa i temi proposti. Il messaggio ha giocato una “funzione pre-testuale” in negativo, polarizzando critiche circa le informazioni in esso riportate e circa il suo formato.
Neè risultata una tendenza diffusa a minimizzare il rischio e un’adesione per lo più superficiale (di facciata) ai temi della prevenzione. Nelle discussioni sono prevalse le costruzioni discorsive impersonali e i contenuti ideologici.
Il messaggio utilizzato per questa ricerca è stato creato ad hoc senza particolari qualificazioni di natura grafica, linguistica ( giochi di parole, assonanze, equivoci) o ideologica, per lasciare che esso attivasse in modo indiretto una discussione o talvolta un’argomentazione più ampia.
La natura “pretestuale” quindi dello stimolo informativo del messaggio mette bene in luce che diversi contesti dello scambio sociale attivano modalità di tematizzazione/argomentazione e di scambio conversazionale peculiari che influenzano la ricezione, la metabolizzazione e l’efficacia di un messaggio legato alla salute.
Questo approfondimento in ambito sanitario del “contesto” comunicativo, tema fondamentale dell’antropologia, della linguistica, fino alla dialettologia, non lascia dubbi circa l’importanza sempre più stringente di analisi linguistiche su messaggi legati alla salute: la linguistica e l’analisi conversazionale potrebbero diventare validi strumenti per misurare l’efficacia della comunicazione ‘istituzionale’ in tema di salute, sia forse per potenziarla in modo più mirato.
Il Dors (Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute) ha realizzato un interessante adattamento dell’articolo, che illustra la ricerca sui contesti sociali di scambio, di seguito allegato: “Comunicazione mass-mediale sulla salute e contesti sociali di scambio: quale intreccio?”in Psicologia della salute, n.2/2009 clicca qui