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Articolo in lingua italiana
DUE ANNI SENZA RICUCIRE L’ANIMA, NEANCHE DEI PIU’ PICCOLI
18/04/2011
Di: Rosa Revellino

A due anni dal terremoto dell’Aquila non c’è stata ancora una ricostruzione della città, del suo centro storico e soprattutto del suo patrimonio artistico.
Gli aquilani, nei molti documentari ed inchieste di cui sono stati protagonisti in questi anni, hanno sempre dimostrato una profonda scissione tra speranze per il futuro ed esame di realtà.
Oggi, a due anni dalla tragedia, che non ha ammesso né repliche istituzionali né giustificazioni di tipo politico, si registra un dato ancora più drammatico: oltre il 5% dei bambini aquilani dai 3 ai 14 anni presenta tuttora disturbi legati all'ansia, come mancanza d'attenzione e manifestazioni somatiche, e oltre il 7% dei ragazzi dai 6 ai 14 anni soffre di sindrome post-traumatica da stress.
In altre parole sono ancora i più piccoli a fare le spese di una certa leggerezza istituzionale che ha costruito new towns, inaugurato splendidi loft muniti di tutte le comodità, ma ha dimenticato i più deboli: oltre a non avere più il cuore storico-artistico della loro città d’appartenenza i ragazzi sono costretti a lottare quotidianamente con il ricordo di un dolore insopprimibile, che fa paura ed avvelena la loro crescita e il loro futuro.
Di seguito la notizia tratta da DIREMINORI del 5 aprile 2011. 


L'AQUILA 2 ANNI DOPO: 12.500 BAMBINI COLPITI
IL 7% DEI RAGAZZI SOFFRE DI SINDROME POST-TRAUMATICA DA STRESS
Roma, 5 apr. - Sono stati 12.500 i bambini e gli adolescenti colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, di cui quasi 6000 di età compresa tra 0 e 9 anni e 6500 tra i 9 e i 19 anni.
Il dato della protezione civile è emerso durante il convegno "Proteggere i bambini nelle emergenze", organizzato stamani a l'Aquila da Save the Children Italia in collaborazione con l'associazione Focolare Maria Regina, nel corso del quale e' stato presentato il decalogo sulla sicurezza dei minori nei casi di emergenze, rivolto a organizzazioni, istituzioni ed enti coinvolti nel fronteggiare le catastrofi naturali. Sulla base di due studi effettuati rispettivamente dal comune dell'Aquila e dall'ospedale Bambino Gesù di Roma, Save the Children ha ricostruito il quadro generale sulla condizione dei minori colpiti dal terremoto. Così si scopre che a quasi 2 anni dal sisma si stimano in quasi 3000 i bambini e adolescenti accolti nei MAP e Progetto CASE nel comune dell'Aquila e rappresentano quasi il 20% della popolazione complessiva residente nelle new town. Sono inoltre ancora molti i minori che rivivono ogni giorno il trauma del terremoto. Oltre il 5% dei bambini aquilani da 3 a 14 anni presenta tuttora disturbi legati all'ansia, come mancanza d'attenzione e lamentele somatiche, e oltre il 7% dei ragazzi da 6 a 14 anni soffre di sindrome post-traumatica da stress che si manifesta con paura intensa, senso di impotenza e orrore, il rivivere in maniera persistente il momento drammatico, difficoltà di addormentarsi, ipervigilanza. Un dato che e' il triplo rispetto alle altre province abruzzesi. Sul versante scolastico poi si registra un decremento di 700 alunni nel numero di iscrizioni per l'anno scolastico 2010-2011 rispetto a quello precedente e la riapertura di soli 5 asili nido rispetto ai 12 aperti prima del terremoto.
"La sofferenza emotiva di tanti bambini e adolescenti - ha sottolineato Raffaela Milano Responsabile Programmi Italia-Europa di Save the Children -, l'assenza di adeguati spazi di socializzazione, l'emorragia di iscrizioni a scuola, sono tutti segnali che non possono essere sottovalutati e indicano una difficoltà dei minori così come del resto della comunità a uscire da una dimensione di emergenza, insicurezza, paura".
"D'altra parte mancano interventi specifici e strutturati nel tempo che aiutino i bambini e le loro famiglie a reagire e ritornare a una situazione di piena e positiva normalità, oltre poi alle lentezze registrate sul versante della ricostruzione materiale della città e dei luoghi colpiti".


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Articolo in lingua Francese

Par:

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Articolo in lingua Inglese
TWO YEARS WITHOUT REBUILTING SOULS, EVEN THOSE OF THE CHILDREN
By: Annamaria Cervai

Two years have passed since the earthquake in L’Aquila and the city, its historic centre and its artistic heritage have not been rebuilt yet.
In these years documentaries and reports always show that citizens are divided between hope for the future and analisys of reality.
Now, since two years from the tragedy that has neither institutional replies nor political excuses, we report an even more dramatic datum: more than 5% of L’Aquila children from 3 to 14 years old still shows disorders due to anxiety, such as lack of attention and somatic onsets and more than 7% of children between 6 and 14 years old suffers from post-traumatic stress syndrome.
In other words, the youngest again pay for the institutional lack of thought. Public Institutions have built new towns, opened beautiful all-inclusive lofts but have forgotten the weakests: together with the destruction of the historic and artistic hearth of their city, they have to fight daily with the memory of an insuppressible sorrow that frightens them and poisons their future.

Here below the news from DIREMINORI, 5th April 2011