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Articolo in lingua italiana
CORTICOSTEROIDI DURANTE LA GRAVIDANZA E SCHISI OROFACCIALI
28/04/2011
Di: Angelica Salvadori

L’associazione tra il rischio di schisi orofacciali nei bambini (come ad esempio il labbro leporino) e l’utilizzo di corticosteroidi durante la gravidanza non è ancora così chiaro.
E’ stato condotto, su scala nazionale, uno studio di coorte, di tutti i nati vivi in Danimarca per un periodo di dodici mesi. Sono stati raccolti i dati di tutti i nuovi nati a partire dal 1 gennaio 1996 al 30 settembre 2008. Sono stati inclusi i nati vivi per i quali fossero disponibili i dati sull’assunzione di corticosteroidi durante la gravidanza da parte della madre, e la diagnosi di schisi orofacciali.
Ci sono state 832.636 nuove nascite nel periodo dello studio. L’assunzione di corticosteroidi durante il primo trimestre è avvenuta in 51.973 donne in gravidanza. Un totale di 1.232 schisi isolate orofacciali (labbro leporino, palatoschisi o labbro leporino associato a palatoschisi) sono state diagnosticate entro il primo anno di vita; in 84 casi il neonato era stato esposto ai corticosteroidi durante il primo trimestre di gravidanza.
Non abbiamo identificato un incremento, statisticamente significativo, del rischio di schisi orofacciali associate all’utilizzo di corticosteroidi (labioschisi con o senza palatoschisi (OR) 1.05 (95% CI 0.80-1.38); (palatoschisi da sola (OR) 1.23 (95% CI 0,83-1,82).
I nostri risultati confermano la sicurezza di una classe di farmaci, i corticosteroidi, comunemente assunti in gravidanza. Il nostro studio, non mostra un rischio aumentato di schisi orofacciali da utilizzo di corticosteroidi durante il periodo della gravidanza.
Un’indagine più approfondita dell’associazione tra schisi orofacciali ed utilizzo di corticosteroidi dermatologici durante la gravidanza sembra indicare che questo risultato non rappresenta un nesso di causalità.

Hviid A, Molgaard-Nielsen D. Corticosteroid use during pregnancy and risk of orofacial clefts. CMAJ. 2011 Apr 19;183(7):796-804. Epub 2011 Apr 11

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Articolo in lingua Francese

Par:

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Articolo in lingua Inglese
Corticosteroid use during pregnancy and risk of orofacial clefts.
By: Angelica Salvadori

Abstract

Background The association between the risk of orofacial clefts in infants and the use of corticosteroids during pregnancy is unclear from the available evidence. We conducted a nationwide cohort study of all live births in Denmark over a 12-year period. Methods We collected data on all live births in Denmark from Jan. 1, 1996, to Sept. 30, 2008. We included live births for which information was available from nationwide health registries on the use of corticosteroids during pregnancy, the diagnosis of an orofacial cleft and possible confounders. Results There were 832 636 live births during the study period. Exposure to corticosteroids during the first trimester occurred in 51 973 of the pregnancies. A total of 1232 isolated orofacial clefts (i.e., cleft lip, cleft palate, or cleft lip and cleft palate) were diagnosed within the first year of life, including 84 instances in which the infant had been exposed to corticosteroids during the first trimester of pregnancy. We did not identify any statistically significant increased risk of orofacial clefts associated with the use of corticosteroids: cleft lip with or without cleft palate, prevalence odds ratio (OR) 1.05 (95% confidence interval [CI] 0.80-1.38]; cleft palate alone, prevalence OR 1.23 (95% CI 0.83-1.82). Odds ratios for risk of orofacial clefts by method of delivery (i.e., oral, inhalant, nasal spray, or dermatologic and other topicals) were consistent with the overall results of the study and did not display significant heterogeneity, although the OR for cleft lip with or without cleft palate associated with the use of dermatologic corticosteroids was 1.45 (95% CI 1.03-2.05). Interpretation Our results add to the safety information on a class of drugs commonly used during pregnancy. Our study did not show an increased risk of orofacial clefts with the use of corticosteroids during pregnancy. Indepth investigation of the pattern of association between orofacial clefts and the use of dermatologic corticosteroids during pregnancy indicated that this result did not signify a causal connection and likely arose from multiple statistical comparisons.

PMID:
 
21482652
 
[PubMed - in process] 

 





Articolo in lingua italiana
FARMACI GENERICI: IL SOLITO PASTICCIO ALL’ITALIANA
26/04/2011
Di: Nicola Ferraro

La vicenda comincia il 15 aprile quando l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ente deputato a controllare l’immissione in commercio dei farmaci, ha stabilito di ridurre radicalmente i rimborsi dello Stato per i farmaci generici ‘prescritti dal medico di famiglia e pagati dal Sistema Sanitario.
In quel giorno è entrato in vigore un listino nel quale, per ciascuno dei 4.188 farmaci generici a prescrizione, si è stabilito il nuovo costo che lo Stato è disposto a pagare per adeguarsi alle normative europee in vigore.  Di conseguenza le aziende produttrici di farmaci generici sono state invitate ad abbassare i prezzi dei prodotti, adeguandoli ai rimborsi, con riduzioni che raggiungono il 40% del prezzo originale.
Vedi il link: clicca qui e gli allegati a questo articolo (allegato 1 e allegato 2).

Intanto le farmacie italiane piombano nel caos e non si trova soluzione transitoria migliore che far pagare le differenze di prezzo ad ignari cittadini messi davanti al fatto compiuto.
Ciliegina sulla torta il tranquillizzante comunicato stampa dell’Aifa che riproduciamo come link: clicca qui
Il tono rassicurante ma molto determinato è in linea con l’atteggiamento decisionista di un Governo allergico alla concertazione che, senza davvero conculcare diritti, li mette a volte in discussione con piglio autoritario.
Il tam-tam mediatico a base di PC, Internet e cellulari (lo stesso che si scatena in qualsiasi parte del mondo quando il tempo volge al peggio) scandisce minuto dopo minuto la cronaca di un evento fatto di assurdità e scarso rispetto per i cittadini.
Sull’onda delle polemiche diventate feroci, sempre il 18 aprile, l’Aifa è costretta a diramare un nuovo comunicato stampa che rivaleggia, per chiarezza espositiva, con quello letto alla radio da Badoglio l’8 settembre 1943 per annunciare l’armistizio con gli Alleati; vedi il link: clicca qui
Feroci le critiche a questa decisione del Governo; nella massa dei comunicati, contro comunicati e delle prese di posizione abbiamo scelto le dichiarazioni del presidente della Regione Toscana: clicca qui e di Federanziani: clicca qui


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Articolo in lingua Francese

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Articolo in lingua Inglese

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